2000 ungulati per 2000 cacciatori. Si apre domani la caccia nel distretto delle Giudicarie
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- Category: Giudicarie
- Published on Saturday, 06 September 2014 22:20
- Written by Ettore Zini
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Già si sono oliati i fucili. Anche per i 2.000 cacciatori del distretto delle Giudicarie, i cui territori spaziano dalla val del Chiese, alla Rendena e Giudicarie fino a Andalo, con domani, si apre ufficialmente la stagione venatoria. Da domenica 7 settembre è aperta la caccia agli ungulati. Mentre per quella vagante bisognerà attendere la terza domenica settembre, come su tutto il territorio nazionale. Sono quasi 2.000 i capi da abbattere, 1.930 per essere esatti : 700 caprioli, 900 camosci, 220 cervi e 110 mufloni. "Le assegnazioni – dice l'avvocato Andrea Antolini, vicepresidente dei cacciatori del Trentino – per la nostra zona sono state disposte in base alla consistenza della selvaggina che viene monitorata costantemente grazie a censimenti primaverili e notturni, e tramite una struttura molto professionale che si avvale di sei guardiacaccia, un capozona e un vice che completano la struttura". "I prelievi autorizzati, in linea di massima - spiega il vicepresidente dei cacciatori, tionese e sfegatata doppietta della sezione di Tione - nella stagione entrante sono in linea con quelli degli altri anni, anche se per il capriolo c'è a disposizione qualche capo in meno". E' il capriolo infatti l'animale che sta soffrendo maggiormente i mutamenti del territorio e la consistenza della selvaggina. Il più sensibile, ci viene spiegato, alla progressiva scomparsa di prati e ai mutamenti ambientali. Dall'ultimo censimento, i caprioli presenti nei circa 115 mila ettari di terreno di caccia disponibile (43 mila nel Chiese, 36 mila in Rendena, e altrettanti in Giudicarie-Paganella) sono 4.000. Fino agli anni Ottanta la specie era in piena salute. Ora, l'animale sta patendo soprattutto l'invadenza del bosco, a danno delle superfici prative che, non vengono più sfalciate. Anche se a fondovalle trovano ancora un habitat adatto alle loro esigenze. La specie più gagliarda però è il camoscio. "Presente – dice l'avvocato Antolini - in ben 8.500 esemplari che non hanno risentito minimamente dei rigori dell'inverno, nonostante le abbondanti nevicate della stagione passata". Poi ci sono i cervi. Gli ungulati che stanno aumentando a vista d'occhio e di cui si teme un'esplosione nei prossimi anni. Ce ne sono 1.200. E non c'è escursione, non c'è "uscita", senza che ci si imbatta in esemplari di questo animale. Infine i mufloni, confinati per lo più nella zona del Brenta meridionale, di cui si contano 400 esemplari, di cui 300 proprio negli areali a ridosso del massiccio del Brenta dove vive una colonia ormai stanziale. Nei prossimi giorni nei boschi delle Giudicarie riecheggeranno, dunque, gli spari dei cultori dell'arte venatoria. Mentre dilaga la polemica degli animalisti sulla cattura dell'orsa Daniza, che proprio su quei terreni di caccia si sta prendendo gioco dei Forestali e della tash force messagli alle calcagna dalla Provincia, anche in queste valli si perpetua l'atavico rito della caccia tra uomo e animale.




