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Ciak, si gira? Con il Referendum del 7 giugno possibilità di scelte epocali

Treville comune unico

L'appuntamento è di quelli destinati a entrare nella storia. Domani 18 comuni giudicariesi andranno al referendum per cambiare un assetto istituzionale immutato da più di 60 anni. Vale a dire dagli anni 50, quando i comuni della valle, dopo la parentesi del dominio fascista che li aveva ridotti a 16, con l'istituzione della Regione autonoma ritornarono ad essere 40, contro i 64 della dominazione austriaca. Con il voto di domani- se tutti e sei i tentativi di fusione andranno in porto - le amministrazioni presenti in Giudicarie si ridurranno a 23, proseguendo in quel processo di accorpamento iniziato nel 2010 con l'istituzione del comune di Comano Terme, nato dall'unione tra Bleggio Inferiore e Lomaso e proseguito con successo nel 2014 con le unioni di San Lorenzo e Dorsino in "San Lorenzo-Dorsino" e Daone, Praso, Bersone in "Valdaone". Con l'apertura dei seggi di domani mattina 7 comuni della val del Chiese, 5 della Busa di Tione e 6 della val Rendena saranno protagonisti di un test elettorale che, se condiviso dai loro cittadini, muterà il volto istituzionale della valle. In val del Chiese sono due le nuove realtà amministrative impegnate nel processo di aggregazione: "Borgo Chiese", al suo secondo tentativo, dopo il fallimento di fusione a quattro con Castel Condino che ha rifiutato l'aggregazione con Condino, Cimego e Brione, e "Sella Giudicarie" con la programmata unione tra Lardaro, Roncone, Bondo e Breguzzo. Nella Busa di Tione altri due comuni da domani sera potrebbero emettere i loro primi vagiti: "Borgo Lares" che tenta di unificare i due micro comuni di Bolbeno e Zuclo (in tutto poco più di 700 abitanti) e "Tre Ville" che dovrebbe nascere dalla fusione di Ragoli, Preore e Montagne: un'unione che frutterà un municipio da 1.500 abitanti, con in dote anche una fetta di Madonna di Campiglio, in quanto Ragoli è proprietario della metà Perla delle Dolomiti adagiata ai piedi del monte Spinale. Infine, la bassa e la media Rendena interessata dai tentativi di aggregazione di "Porte di Rendena": Villa Rendena, Darè e Vigo insieme. E "Terme di Rendena": Bocenago, Strembo e Caderzone, uniti sotto un unico palazzo municipale di quasi 1.700 abitanti. Una data storica, dunque. Che coinvolge più di 10.000 abitanti, dal cui orientamento dipenderà l'esito di una consultazione referendaria destinata dare una nuova connotazione all'intero bacino comprensoriale. Quali gli umori alla vigilia del voto sono difficili da pronosticare. Anche se, l'ulteriore abbassamento del quorum, portato dalla Provincia al 40% degli aventi diritto, dovrebbe spianare la strada ai fautori del sì. Soprattutto per comuni come Cimego, Brione e Condino i cui cittadini avevano già avallato la scelta di Borgo Chiese, e che senza il voto contrario di Castel Condino, sarebbero già in possesso del lasciapassare per una fusione a quattro. Per tutti gli altri comuni però è difficile fare previsioni. Anche se, la quasi totalità dei loro amministratori si sono espressi incondizionatamente per il sì. Condizionati nella maggior parte dei casi, però, per loro ammissione dalle sforbiciate promesse dalla Provincia ai bilanci di quei comuni che non aderiranno alla nuova normativa in tema di fusioni, varata da Trento. Si vota dalle 8 del mattino alle 21. E, già in serata, si procederà allo spoglio.