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A noi è demandata la responsabilità di valorizzare al massimo questo ente che assume una funzione nevralgica per raccordare comuni e provincia. Butterini nel primo Consiglio della Comunità di Valle

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Ha incassato il niet sulla sua giunta il neoeletto presidente della Comunità delle Giudicarie. Nella prima seduta della legislatura, quella dove - tanto per intenderci si esaminano le condizioni di eleggibilità e si convalidano gli eletti - Giorgio Butterini ha dovuto prendere atto che al leader della minoranza Giuseppe Bonenti non piace il suo esecutivo. "Ci sono alcuni assessori – ha esordito Bonenti – che non hanno una visione di Comunità". A riequilibrare quel giudizio a freddo che ha spiazzato, non solo i tre membri di giunta Michela Simoni, Roberto Bombarda e Giuseppe Failoni, ma anche buona parte del consiglio, è arrivato l'intervento di Marcello Mosca, ex capogruppo Upt nella vecchia assemblea della Comunità, in minoranza con Bonenti. "Il suo programma in parte mi piace". Ha esordito Mosca rivolgendosi a Butterini. Non senza sollevare qualche preoccupazione su come si intenderà coinvolgere la Conferenza dei sindaci. Si andrà avanti con il vecchio regolamento, vale a dire convocando di volta in volta tutti i primi cittadini? O si coinvolgerà un sindaco o due per ambito? Mosca ha anche anticipato che il primo anno non sarà facile, in quanto con le fusioni in ballo, finchè tutti i comuni non si saranno assestati, sarà difficile trovare l'equilibrio. In parte le risposte Butterini le ha affidate alla sua relazione programmatica, dove ha comunque anticipato che la Conferenza dei sindaci sarà un momento imprescindibile di confronto e di dialogo. E che tutti gli organismi, compreso commissioni e lo stesso Consiglio della salute, dovranno essere più snelli. "Trenta persone all'interno di un organismo come il Consiglio della sanità – ha detto Butterini – sono troppe. Vedremo di ridurne il numero in nome di una maggior efficienza". Le nuove linee programmatiche il presidente le ha condensate nel corposo documento letto dopo il giuramento. "Dopo un quinquennio, caratterizzato da fisiologiche difficoltà, che hanno portato anche ad una sorta di "controriforma" in materia di Comunità di Valle – ha esordito il presidente - a noi è demandata la responsabilità di valorizzare al massimo questo ente che, nelle Giudicarie in particolare, assume una funzione nevralgica in quanto soggetto di raccordo tra i Comuni e la Provincia, ma soprattutto come organismo in grado di integrare e valorizzare i quattro ambiti che lo compongono". I Comuni trentini – ha aggiunto - vivono una fase particolarmente delicata, evidenziata anche dai numerosi processi di fusione, e necessitano del concreto contributo del nostro Ente che, in stretta sinergia con la Provincia, dovrà supportarli affinché la gestione tecnica dei servizi possa risultare sempre più competitiva ed efficiente. Butterini ha poi ricordato di essere conscio delle responsabilità dell'incarico. Ma che con la giovane compagine consiliare che, per esperienza e competenze, rappresenta uno spaccato significativo della dimensione giudicariese (l'età media è 42 anni) è certo di poter offrire un contributo tangibile alla risoluzione dei problemi.

Tra le priorità? L'incondizionata volontà di valorizzare l'ospedale di Tione, nosocomio di indiscutibile importanza per la salute dei quasi 40.000 giudicariesi e per i numerosi turisti". Poi l'istruzione. "Nei limiti del possibile, ai nostri studenti dovranno essere garantite le medesime opportunità riservate a coloro che vivono nei centri maggiori". Al terzo i posti d lavoro."Dovremo favorire l'occupazione, in particolare per i giovani e le donne attraverso politiche e progetti innovativi".

Un invito agli amministratori? In questo progetto con i comuni al centro, basta usare il frustrante vocabolo "periferia", sinonimo di territorio svantaggiato. Al suo posto si dovrà usare "crocevia". Autorevoli teorie economiche e comunicative – a detta di Butterini - sostengono che il metodo più efficace per raggiungere concretamente un obiettivo consista nel prefigurarlo verbalmente e mentalmente, inducendo i nostri interlocutori ad immaginarne sistematicamente i contenuti e quindi a renderlo implicitamente possibile".