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In Giudicarie pesca aperta anche in ottobre

pesca ad ottobre in giudicarie

A pesca anche nel mese di ottobre. Per la prima volta in Trentino sarà possibile andare a pesca anche dopo il canonico mese di settembre. Gli amanti dello sport ittico potranno posare canne e mulinelli un mese più tardi rispetto al normale calendario di pesca. L'ha autorizzato la Provincia per le zone dell'Alto e del Basso Sarca, la val di Non, il Primiero e l'Asta dell'Adige. Cinque zone che hanno fatto richiesta di prolungare la stagione della pesca a mosca nelle loro acque territoriali di competenza. Cinque territori diversi che puntano a prolungare la stagione turistica con il tipo di pesca alla trota meno invasivo contemplato nei manuali di arte piscatoria. Finora l'allungamento della stagione era stato possibile solo per pochi territori e per periodi molto brevi per la pesca al temolo. Quella che sarà inaugurata nei prossimi giorni, però, con la possibilità d'andar per fiumi per l'intero mese di ottobre a caccia di fario e iridee è una vera e propria rivoluzione di settore.

La Provincia ha autorizzato alcune società di pescatori del Trentino a rilasciare permessi di pesca all'interno dei loro bacini di competenza. E, le associazioni in oggetto hanno individuato tratti di fiume su cui a ottobre sarà possibile praticare la pesca a mosca che nella quasi totalità dei casi si pratica con il metodo no kill, vale a dire, con il rilascio del pescato subito dopo averlo preso all'amo, che per di più è privo di ardiglione. L'Associazione pescatori Alto Sarca di Tione, per esempio, ha messo a disposizione ben cinque chilometri di fiume. Le acque del Sarca saranno disponibili in sette punti. A Giustino, Spiazzo, Villa Rendena, Tione, Preore, al Ponte di Ragoli e a Ponte Arche. Sette aree tra le zone più pescose, dove gli amanti della pesca a mosca potranno cimentarsi fin quasi a novembre. Costo dei permessi: 20 euro per gli ospiti, 5 per i residenti. "Un prezzo più che abbordabile – fa sapere il presidente dell'Associazione pescatori di Tione Emilio Fedrizzi – che dovrebbe permettere un notevole afflusso di amanti della specialità, oltretutto con la formula del numero chiuso, con non più di venti pescatori al giorno lungo tutta l'asta del fiume".

La richiesta fatta in Provincia, spiega il responsabile dell'agguerrita associazione di pesca che contempla più di 600 soci, è stata fatta oltre che per permettere il prolungamento della stagione per i nostri iscritti, in funzione di un turismo sportivo che da qualche anno a questa parte è tornato a frequentare i nostri fiumi. L'iniziativa, per ora ancora del tutto sperimentale, se funzionerà – dice Fedrizzi – potrà entrare nel calendario stagionale anche nei prossimi anni con un beneficio sicuro per l'intera zona. Con la gestione Fedrizzi, in Giudicarie, si è tornati a avere maggiori attenzioni per il binomio pesca-turismo. E i frutti, grazie a mirate promozioni, tra cui sono da annoverare anche i Campionati Europei di pesca a mosca in programma a Comano Terme dal 21 al 27 settembre, si stanno facendo sentire. Sono lontani i tempi in cui in funzione della pesca lungo le rive del Sarca sorgevano addirittura dei complessi alberghieri come il "Dolomiti" di Saone o l'albergo "Al Sarca" di Pelugo. Come sono lontane le attenzioni che riviste e pubblicazioni di settore riservavano alle acque che scendono dall'Adamello e attraverso la val Rendena e la forra di Ponte Pià arrivano fino al lago di Garda. Per questo – secondo la nuova gestione dei Pescatori Alto Sarca - iniziative come quella di prolungare la stagione fino alla fine di ottobre non può che essere un toccasana anche per il turismo.