Ospedale: Se la politica avesse fatto prevalere il bene comune... Il cs del PD Giudicarie
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- Category: Giudicarie
- Published on Monday, 07 December 2015 15:54
- Written by Direttivo del Circolo PD Giudicarie Anna Pironi - Giancarlo Gallerani – Ilaria Pedrini - Adriano Accili – Elena Franchini – Alessandro Rognoni – Liliana Bertolini – Michele Oss
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La corsa alla riorganizzazione sanitaria sta portando a soluzioni affrettate, pericolose e ingiuste.
Affrettate perché per tempo si poteva e ci si doveva preparare alle conseguenze dell'applicazione della normativa europea sul necessario riposo di 11 ore degli operatori sanitari, magari attivando seriamente e completamente, almeno da un anno, quel Servizio Percorso Nascita che prende in carico la donna dall'inizio della gravidanza fino a sei mesi dopo il parto, ormai indispensabile per la salute di mamma e bambino e che per il nostro territorio rappresenta un'ottima alternativa. Anche alla luce del fatto che nell'ospedale di Tione partorisce solo un terzo delle donne residenti in Giudicarie, mentre i due terzi scelgono di partorire altrove. Il Servizio percorso nascita avrebbe rispettosamente coinvolto e valorizzato tutte le competenze già presenti per rinforzare l'attività già svolta dal Consultorio famigliare nel servizio di accompagnamento al pre e soprattutto al delicatissimo post parto. Un servizio per tutte le donne, garantendo una piena presa in carico e continuità con tutti i servizi e con gli ospedali.
Pericolose perché fornire servizi sanitari primari come il pronto soccorso e i punti nascita solo nella fascia oraria diurna li può rendere rischiosi, anche se viene sempre assicurato il servizio dell'elisoccorso o dell'auto medica, posto che siano liberi, perché in caso di urgenze notturne contemporanee, qualcuno necessariamente sarà più o meno fortunato.
Ingiuste per tanti aspetti, uno è proprio quello dell'apertura solo diurna dei punti nascita delle valli, che ovviamente induce le donne a servirsene sempre di meno, con il risultato di una quasi scontata chiusura per inedia. Questa modalità andrà così a togliere anche dignità a quegli operatori storici che con competenza, passione e dedizione si sono impegnati e ai quali va un profondo ringraziamento per avere resistito a tutte le annose intemperie che periodicamente, e non per colpa loro, hanno subìto! E se da una parte si possono comprendere le scelte dovute al rispetto di requisiti standard di sicurezza, dall'altra non si può accettare la mancanza di rispetto verso questi operatori sanitari tenuti per anni in un'incertezza continua e snervante.
E' quindi questo il momento di chiedere, tutti insieme cittadini e amministratori, ciò che è davvero necessario negli Ospedali di valle. In questi giorni può essere comprensibile l'ipotesi della chiusura del punto nascita stesso, SOLO e SOLTANTO a fronte di un'adeguata e sicura risposta alternativa alle neo mamme e a un rafforzamento di altri reparti e servizi utili e persino emergenti; cosa questa peraltro chiaramente sottolineata dalla presa di posizione dei primari ospedalieri, questi ultimi certamente più in prima linea dei politici, verso i cittadini utenti del servizio sanitario.
Occorre l'impegno di tutti, cittadini-politici-sindacati, per ridisegnare e rendere chiari compiti e funzioni degli Ospedali centrali e degli Ospedali di valle, considerando certamente la realtà, ma tenendosi saldamente ancorati ai princìpi di responsabilità, sostenibilità, giustizia ed equità fra i territori.
Ripartendo dalle chiarissime dichiarazioni del dr. Galligioni, ora è davvero il momento di pretendere le risposte alle priorità che per l'Ospedale di Tione sono essenziali e riteniamo siano rappresentate principalmente da :
Pronto Soccorso che risponda a tutte le diverse urgenze/emergenze h 24 ; servizio questo ancora in attesa dell'avvio di ristrutturazione e ampliamento della storica e più confacente sede.
Chirurgia e Traumatologia-Ortopedia adeguate e rispondenti alle caratteristiche del territorio giudicariese , a vocazione turistica invernale ed estiva,
Ampliamento dell'offerta del servizio di riabilitazione/fisioterapia, evitando ai giudicariesi di doversi spostare altrove anche per trattamenti non complessi.
L'avvio del servizio ospedaliero a bassa intensità di cura, previsto in una parte dell'Ospedale di Tione, finora annunciato ma non ancora attivato, che dovrebbe vedere la collaborazione di ospedale e territorio nel farsi carico di pazienti nella fase post-acuta e che non necessitano più di terapie complesse-intensive, ma ancora di assistenza sorvegliata (persone in condizioni di solitudine o con domicili inadeguati, malati con patologie croniche riacutizzate, persone temporaneamente senza adeguato supporto famigliare). Questo servizio è una priorità dovuta al "fortunato" aumento della popolazione anziana e/o a giovani con malattie croniche ora curabili che richiedono terapia e assistenza prolungate, che impegnano molto le famiglie (dove ci sono) e per lungo tempo.
L'ampliamento e la diversificazione delle risposte all'aumento delle patologie di salute mentale, che mettono a dura prova e per tempi molto lunghi le famiglie: dal pronto soccorso psichiatrico alla diffusione della cultura di prevenzione alla depressione e ai suicidi, per i quali non bastano e poco fanno le barriere sui ponti.
Infine, attenzione al PIENO organico del reparto di Medicina e day-hospital oncologico, reparto che oggi dà le maggiori risposte alle necessità del territorio, facendosi carico anche del pronto soccorso.
Tutto ciò in considerazione della contingenza storica, che vede il servizio sanitario nazionale pubblico mostrare crepe sempre più vistose, che potrebbero minacciare seriamente la sopravvivenza dell'unico Servizio Sanitario di tipo universalistico, conquista di civiltà che intendiamo difendere in ogni modo. Restare in questo "equilibrio pericolosamente instabile", tanto instabile che il futuro della nostra sanità pubblica appare difficile e incerto, ci induce a chiedere che si intervenga con decisione.
Scegliamo di difendere l'Ospedale di Tione, frutto anche di sacrifici e di impegno di cittadini giudicariesi che ci hanno preceduto tanti anni fa, e difenderlo vuol dire inevitabilmente anche cambiarlo, adeguandolo alle nuove priorità. Arrivare a questo in ritardo produrrebbe un grande rischio e costringerebbe nel prossimo futuro a scelte ancora più difficili e ingiuste, vediamo quindi con grande preoccupazione il continuo slittamento di decisioni a successivi interventi, cercando scelte momentanee "a tampone delle falle" magari in attesa di risposte da Roma, che forse conosciamo già.
Direttivo del Circolo PD Giudicarie
Anna Pironi - Giancarlo Gallerani – Ilaria Pedrini - Adriano Accili – Elena Franchini – Alessandro Rognoni – Liliana Bertolini – Michele Oss.




