Approvata all'unanimità dall'assemblea della Comunità delle Giudicarie la mozione sulla necessità di limitare la dipendenza da gioco
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- Category: Giudicarie
- Published on Friday, 27 April 2012 10:12
- Written by m.c.
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Approvata all'unanimità dall'assemblea della Comunità delle Giudicarie la mozione proposta dai Gruppi consiliari Pd, Upt e Patt avente come oggetto il problema della dipendenza da gioco, un problema che anche in Giudicarie, come peraltro evidenziato anche dal Piano Sociale della Comunità, è molto diffuso e ha assunto i tratti di una piaga sociale.
Il voto unanime è arrivato dopo il ritiro da parte della Lega Nord Trentino della propria mozione. Il Capogruppo Cervi ha infatti sottolinetao la necessità di non sottovalutare la problematica e ha auspicato una presa in carico della stessa da parte della Comunità. Un gesto che non ha lasciato indifferente la Presidente Ballardini che ha evidenziato l'importanza di una condivisione trasversale della mozione garantendo che «la Comunità se ne farà carico, mettendosi in gioco in prima linea» e che, seppur la competenza sia dei comuni, «avvierà tutte le iniziative necessarie per poter contenere un fenomeno preoccupante ed in forte espansione anche nelle Giudicarie, indirizzo e impegno già peraltro sottolineati anche nel Piano Sociale di Comunità».
A seguire il testo della mozione approvato
PROPOSTA DI MOZIONE
La Costituzione Italiana afferma solennemente all'art. 41 che "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana".
Il diffondersi di apparecchi per il gioco d'azzardo nei locali pubblici e l'allarme sociale creatosi attorno al crescere parallelo di fenomeni gravi di dipendenza da gioco fra la popolazione, sembra evidenziare che si sia oltrepassata la soglia di una libera scelta di gestione del proprio esercizio commerciale, per arrivare a quel punto in cui la libertà d'impresa rischia - se non governata secondo criteri sociali - di trasformarsi in periocolosa sollecitazione a comportamenti dannosi per la salute, la sicurezza e la dignità delle persone, con gravi conseguenze sulle famiglie e sulla collettività.
Per fronteggiare questo stato di cose – che va certamente affrontato su molteplici fronti – si sono avuti di recente importanti atti normativi che indicano una duplice attenzione dell'ente pubblico: da un lato a regolare l'installazione di nuovi apparecchi e alla loro localizzazione, da un lato a prevenire e curare sul piano medico le patologie di dipendenza dal gioco, avendo inserito questo tipo di trattamento fra i livelli essenziali di assistenza (LEA).
La Giunta provinciale nella legge finanziaria 2012 (l.p. 27 dicembre 2011, n. 18) ha introdotto con l'art. 47, comma 6, l'art. 13 bis alla legge provinciale n. 9 del 2000, "Disposizioni in materia di apparecchi da gioco", che prevede la possibilità per i Comuni di adottare provvedimenti che limitano o vietano la collocazione di apparecchi da gioco, sul proprio territorio, in relazione alla presenza di determinati luoghi sensibili.
In pieno accoglimento della nuova norma, alcuni Comuni (in primis Predazzo, e poi Rovereto, Tione di Trento, Condino, Cles, Cavalese, Moena, Riva del Garda) hanno esteso tale divieto in un raggio non inferiore a trecento metri da edifici come scuole, residenze sanitarie, centri di socializzazione e sedi di cooperative di solidarietà.
La Comunità delle Giudicarie infine ha inserito nel proprio Piano sociale, all'interno del Programma attuativo, al punto dedicato all'integrazione socio-sanitaria, la previsione di strutture come i "punti unici di accesso" intesi quali forme di lavoro comune multiprofessionale e di "interventi di prevenzione e cura di stati di dipendenza da sostanze e delle nuove forme di dipendenza, in particolare da gioco" (cfr. 4.1).
Alla luce di tali premesse e considerazioni
L'Assemblea della Comunità di Valle delle Giudicarie invita la Giunta della Comunità a
- farsi promotrice di una puntuale conoscenza della diffusione di queste apparecchiature sul proprio territorio e di dare avvio con tutti i comuni giudicariesi, anche attraverso il coinvolgimento della Conferenza dei Sindaci, a iniziative coordinate e uniformi di applicazione della normativa provinciale nell'ottica di un più efficace fronteggiamento dell'emergenza, nonché ad azioni mirate di prevenzione e contrasto del fenomeno della ludopatia, direttamente e in accordo e collaborazione con le risorse del privato sociale;
- farsi parte attiva affinchè gli enti competenti studino forme di riconoscimento e di incentivazione a quei gestori di pubblici esercizi e sale gioco che decidessero di retrocedere da decisioni di installazione delle apparecchiature anzidette e di restituire la relativa licenza, o comunque aderissero alla campagna di sensibilizzazione contro la dipendenza da gioco.
- dare applicazione sollecita a quanto previsto nel Piano sociale sull'integrazione degli interventi sociali e sanitari rivolti alla prevenzione e cura del gioco patologico, con particolare attenzione alle fasce giovanili della popolazione.




