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Monsignor Lauro Tisi, un vescovo delle Giudicarie e giudicariese doc

lauro-tisiPossiamo salutare il primo vescovo di Trento proveniente dalle Giudicarie? Un vescovo nato in Val Rendena, a Giustino, culla di tanti emigranti ma anche di eminenti persone ecclesiastiche. Pensiamo poterlo e volerlo salutare, a nome di tutti i Giudicariesi; e lo facciamo con l'augurio sincero che si trasformi in un sereno auspicio anche per il nostro intero territorio che, pur nella propria presunta autonomia periferica, ha sempre avuto la necessità di quell'aggancio con Trento – sia religioso che politico – di cui si sente ancora la costante necessità.

E ci permettiamo rievocare quelli che, nei due millenni di cristianesimo in Trentino, sono stati i punti di riferimento e di aggancio delle Giudicarie con il Principato Vescovile e con la Diocesi Tridentina. Pensare alla diocesi tridentina da Giudicariesi vuol dire riagganciarsi già ai primi secoli della cristianizzazione del Trentino segnata, nel 405 d. C., dal martirio di San Vigilio che, pur fra i contrastanti pareri degli storici, è ormai indissolubilmente legato alla Rendena, e specificatamente alla Pieve di San Vigilio a Spiazzo. Con la riorganizzazione ecclesiastica già nel Mille troviamo le Sette Pievi che contraddistinguono le Giudicarie tanto da identificare le due denominazioni: Sette Pievi vuol dire Giudicarie, e Giudicarie si identifica con le Sette Pievi, non dimenticandosi – da buoni giudicariesi – che nella Pieve non si è unicamente espressa la comunità religiosa, ma nel contempo si è andata formando ed assodandosi la comunità civile, che caratterizza ancora oggi la compagine delle popolazioni giudicariesi. Poi, con l'istituzione nel 1027 del Principato vescovile di Trento, va ricordato ciò che lo storico Gianni Poletti ha lasciato scritto negli "Statuti delle Giudicarie": «Da allora i Giudicariesi vissero momenti di unione politica e si presentarono al vescovo sia nelle rivendicazioni di privilegi ed autonomie che nella difesa dei diritti acquisiti contro istituti che li trascuravano». " E, dal 1255 al 1407, non va dimenticata la corposa serie dei "privilegi" dati dai vari vescovi ai Giudicariesi per la loro adesione alla organizzazione del Principato, con il quale le Giudicarie hanno sempre avuto l'anello di congiunzione attraverso Castel Sténico, sede del rappresentante vescovile, fino al 1803.

Uno sguardo al passato soltanto come punto di riferimento per rievocare e rinsaldare quei rapporti - anche ecclesiastici - fra centro e periferia, di cui si sente la costante esigenza per costruire insieme una società in cui la vicendevole comprensione e collaborazione restano il substrato dell'essenziale bisogno comunitario. Siamo certi che mons. Lauro rimarrà costantemente legato alle nostre - e sue - vallate giudicariesi, come già abbiamo constatato in più di un'occasione. Nelle sentite congratulazioni e nel cordiale saluto, il rinnovato augurio di ogni miglior Bene.