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Riportare i soci al centro della società facendoli sentire protagonisti della cooperativa. Questo l'obiettivo di Giorgio Rossi neopresidente del CEdiS con un'avvertenza: Guardare al passato è anti produttivo

Sede CEdiS storo

Guardare al passato è anti produttivo, lo sottolinea più volte il nuovo presidente del Cedis Giorgio Rossi, che insieme ai nuovi consiglieri e al vice presidente Giulio Beltrami promuove una politica finanziaria futura, basata su investimenti mirati, che agiscano esclusivamente sull'interesse dei Soci e della Società.
Il lavoro fatto dai commissari Maurizio Postal e Dario Ravagni nei due anni di commissariamento, ha centrato l'obbiettivo risanamento, grazie al taglio di investimenti non necessari, che portarono in passato la cooperativa ad un eccessivo indebitamento. Il prestito ponte concesso dalle banche nel 2012 è stato restituito, non solo grazie ad una corretta gestione finanziaria, ma anche all'ingresso di soci sovventori, e alla cessione di alcune azioni di Dolomiti Energia, riservando il diritto di riacquistarle in futuro. Un bilancio annuale che chiude in positivo, con un utile di circa 640 mila euro, ma con un controllo costante sulla gestione dei crediti nei confronti dei clienti morosi, che nel 2010 valeva circa 700 mila euro di crediti non onorati. Grazie alle numerose piogge, il 2013 si è rivelato un anno con una notevole produzione di energia, che ha permesso di ripristinare lo sconto soci, distribuito sulle singole bollette piuttosto che a fine anno.

Il nuovo presidente rimane cauto nello sbilanciarsi concretamente sui progetti futuri della cooperativa, ma è molto chiaro nell'elencare i suoi obbiettivi. Prima di tutto efficientare la società con interventi migliorativi sull'esistente, valutando attentamente quali siano gli investimenti necessari e quali no.
Aumentare la produzione per coinvolgere altri soci che oggi comprano l'energia altrove, contando su impianti in ordine e rinnovati di recente, che sono sicuramente il punto di forza del consorzio. L'energia prodotta dal Cedis nel territorio di competenza è meno della metà dell'energia consumata annualmente nello stesso ambito. La differenza è in piccola parte costituita da energia che il Cedis acquista e rivende ai soci, mentre la parte più vasta è costituita da energia venduta da altri soggetti, che trasporta sulle proprie reti fino al cliente finale. In ultimo, ma non d'importanza, l'obbiettivo di restituire ai soci quanto più possibile del beneficio trentennale, goduto dalla cooperativa in quanto storica. Dal 1982 le cooperative che producono energia per i propri soci sono esentati dal pagamento di particolari oneri. Fin ora per necessità di bilancio, il Cedis ha trattenuto in parte questi importi, non girandoli direttamente ai soci, aiutando così il consorzio a ripianare i debiti. In termini di risparmio, nel 2013 il valore degli oneri dai quali Cedis è esentato, si aggirava all' incirca sui 600 mila euro, mentre lo sconto soci ne vale solo 250 mila. Un ampio margine di recupero su cui il presidente lavorerà, per riportare i soci al centro della società facendoli sentire protagonisti della cooperativa.