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La piazza dei Giudicariesi

Un capitello del 1813 semidistrutto da un autoveicolo e poi riaggiustato alla peggio... è quanto accaduto a Iavrè una decina di giorni fa. Ora 51 abitanti chiedono che venga fatto qualcosa per recuperarlo

iavrè il capitello del 1813 danneggiato da un autoveicolo

Un capitello del 1813 semidistrutto da un autoveicolo e poi riaggiustato alla peggio... è quanto accaduto a Iavrè una decina di giorni fa. Ora 51 abitanti chiedono che venga fatto qualcosa per recuperarlo. Stando alla ricostruzione sembrerebbe che un ignoto autista si sia schiantato con il proprio mezzo agricolo contro il capitello provocandone gravi danni per poi tornare il giorno seguente "armato" di malta e cazzuola per cercare di sanare l'offesa inferta a quel prezioso manufatto dedicato alla Madonna Ausiliatrice, con il risultato di aver ulteriormente danneggiato l'opera.

51 abitanti della frazione di Iavrè e di Villa Rendena hanno così deciso di scrivere una lettera per chiedere al Sindaco, all'Amministrazione Comunale e agli organi preposti alla tutela dei beni archeologici della PAT di fare qualcosa per salvare un monumento storico a cui la comunità è molto legata.

La riportiamo integralmente.

Oggetto: Segnalazione di danno al bene architettonico definito come "Capitello delle Maciàne" nel Comune Amministrativo di Villa Rendena.
Riferimento Art. 24 comma 1 Statuto Comunale vigente.

Con la presente, alcuni sottofirmati censiti della frazione di Javrè e di Villa Rendena, intendono esprimere il loro disappunto per quanto accaduto in località "Maciàne" all'omonimo capitello dedicato alla Madonna Ausiliatrice.

In data 14 ottobre 2013, nel tardo pomeriggio all'imbrunire, alcuni passanti hanno notato un forte dissesto del manufatto, provocato da un urto d'inequivocabile violenza, che ha causato la fessurazione di intere parti del capitello, nonché il distaccamento di consistenti sezioni affrescate. Il manufatto è stato colpito nella sua parte destra, come testimoniano i cordoli in granito riposizionati e la terra mossa nell'aiuola verso valle. La mattina del giorno successivo, con gran stupore, si è scoperto che le fessurazioni dell'involucro esterno, erano state ripristinate attraverso intonacatura in malta cementizia, anche a parziale copertura dei caratteristici affreschi che adornavano il manufatto. Intervento questo, eseguito senza cognizione di causa, con materiali e tecniche di fortuna che hanno compromesso per sempre l'originalità architettonica e stilistica dell'opera.

Ora, ben consapevoli della vicinanza del manufatto alla sede stradale (quindi in posizione delicata per il transito di vetture e mezzi pesanti) e consapevoli del fatto che accidentalmente esso possa essere urtato, ci si chiede a danno fatto, che cosa abbia spinto i responsabili ad incrementare irrimediabilmente il guasto con un intervento di improvvisato ed incompetente restauro.

Per quale motivo non denunciare il fatto come semplice incidente? Si credeva forse che nessuno lo avrebbe notato? O forse che il fenomeno del "non ti curar, guarda e passa" fosse valido anche in questo caso?

Evidentemente si è preferito non rimanere con il primo male.

Il "capitello delle Maciàne" è un manufatto di "sacro minore" risalente al 1815 che come scrive don Celestino Lorenzi nel suo libro "Rendena Arte e Vita" "rappresenta segno che la popolazione di Javrè voleva la Madonna sulla propria strada da invocare come protettrice e modello". Indipendentemente tuttavia dal credo religioso, va onorato e rispettato il volontario impegno di generazioni nel mantenimento e adornamento del capitello, che non può essere calpestato da gesti di così scarso senso civico. Queste architetture minori sparse sul nostro territorio sono segni del trascorso di chi ha calpestato queste strade prima di noi e sono testimonianze dell'identità della gente Trentina che egoisticamente dovrebbero appartenerci e gelosamente dovremmo custodire.

Esprimiamo dunque il nostro più grande disappunto non tanto per l'accaduto in prim'ordine (che ribadiamo possa capitare a chiunque), quanto invece per i maldestri interventi di rimedio. Lo facciamo dandone mera comunicazione alle autorità competenti della Provincia Autonoma di Trento, al Sindaco e all'Amministrazione Comunale nella figura dell'assessorato alla cultura. Chiediamo inoltre con fermezza quale azione possa essere intrapresa affinché si cerchi di arginare questi fenomeni di poca chiarezza e scarsa sensibilità verso un patrimonio "minore" che troppo spesso viene trascurato e che contrariamente altri territori -più accorti del nostro- cercano di conservare.

Fiduciosi che la presente non sia intesa unicamente come monito, ma come spunto di riflessione, motivo di crescita e compartecipazione attiva, attendiamo una cortese risposta in merito e porgiamo distinti saluti.

I sottofirmati cittadini (SEGUONO 51 FIRME)

iavrè il capitello sfregiato ulteriormente

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