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Franco Cis, fra musica e pittura. Uno sguardo alla produzione di un giovane e bravo artista ledrense

FRANCO CIS THE ARTIST  

Ospite al Centro Studi Judicaria per una settimana ad iniziare dal 9 agosto è arrivato Franco Cis, giovane e bravo artista ledrense capace di muoversi con disinvoltura fra opere di pittura e composizioni di musica. Le sue figurazioni fortemente attraversate da segnali della contemporaneità, sembrano porsi come catalogo delle percezioni di un futuro prossimo a venire immerso in atmosfere dove regnano elementi di estrazione giovanile: in "The Artist" la strategia del graffito metropolitano viene estesa alla sua massima potenza con il ritratto di un notturno autore dall'aspetto allarmante; "Usa today" insiste sulle dinamiche espressive nel rapporto fra corpo femminile e prigionia psicofisica della modernità, davanti a fondali inondati di effetti "stars & stripes"; "Nobody's wife" dentro uno scatto frontale in bianco e nero verifica la solitudine di una ragazza abbracciata alla sua electric guitar, unico e fedele amore rimasto.
Ed ancora, "Concetto spaziale" dove la presenza di un mausoleo classicheggiante viene ridefinita con la distorsiva emanazione luminosa di "tre anime rock" mentre galleggiano nella notte. Così come appare turbativa dell'ordine costituito la descrizione di un languido bacio saffico, immortalato dentro il proscenio di una panoramica fortemente malata, sorta di atmosfera da apocalisse piena di gas velenosi. I segni di Franco Cis pure nella loro riconoscibilità realistica provengono dalle intensità di una cultura dove si fondono nuovi linguaggi posti a confine fra fotografia, cinema e nuova iconografia Pop, in una dilatazione di messaggi "artificiali" eco e fragore delle comunicazioni mediatiche degli ultimi 60 anni, a partire proprio dalle emanazioni della cultura Rock.

FRANCO CIS NOBODY S WIFE

 

Non manca certo il deciso richiamo all'epoca dei computer, intesa come manifestazione del nuovo corso intrapreso dall'arte, divisa fra rappresentazione della frammentarietà e determinazione delle icone monumentali, pensate come forma totalizzante della coscienza. Una ricerca multidirezionale che, sulla scorta delle intenzioni della Pop Art, non disdegna di parafrasare gli indirizzi della pubblicità pensando di ridurre le distanze fra le culture "High and Low", rimaste tradizionalmente sempre distanti. Insomma, se nella cultura del Rock prima abbiamo fatto i conti con le immagini di Guy Peellaert, passando poi per una rimodulazione stilistica dovuta alla magnificenza delle copertine dei dischi che in epoca '70 hanno concorso alla percezione dei dati culturali e artistici, eccoci ora in un confronto da non temere, ad osservare le suggestive e "mitiche" macro immagini di Franco Cis, dentro le quali si intuisce e si riconosce una discendenza genetica d'origine Rock.

FRANCO CIS CONCETTO SPAZIALE

E non di meno la qualità di questo artista si esprime anche nella sua vocazione musicale: l'ultima opera in questo senso, rilasciata nel 2013, si intitola "Radio Killer", un cd autoprodotto nel quale troviamo otto tracce completamente scritte, suonate, cantate ed arrangiate dall'autore che molto dicono sulle sue volontà espressive. I brani si muovono dentro narrazioni profumate di southern rock americano, impressioni di viaggio fra polvere e sangue, sogni irriverenti ed estasi restituiti dagli impulsi di una inclinazione ribelle. Il suono delle origini a volte un poco amaro per qualche persistente traccia di blues, il verso sguaiato e profumato di glam "loureediano" in odore di disubbidienza, la forma della solitudine distribuita fra le note con grande attitudine ed una sorta di omaggio all'indimenticabile J.J. Cale, recentemente scomparso.

Franco Cis fra aloni di ricordo e altrettanti indirizzi di futuro riesce a distribuire sensibilità morbida componendo ballad da vero figlio del rock, aggiungendovi peraltro un velo di tristezza con la sua voce a volte cupa, a tratti più benevola ma sempre intrisa di ruvido, colla e sabbia mescolate. Da conoscere! Buon futuro nell'arte.