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Palma al Merito tecnico per Michele Stefani, massima onorificenza che il CONI conferisce ai Tecnici che si sono distinti per capacità, costanza e impegno
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- Category: Madonna di Campiglio
- Published on Wednesday, 07 December 2016 10:18
- Written by Giuseppe Ciaghi
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"Caro Michele, sono particolarmente lieto di invitarTi alla cerimonia di consegna della Palma al Merito Tecnico, massima onorificenza che il CONI Nazionale conferisce ai Tecnici che si sono particolarmente distinti per capacità, costanza e impegno". Sono le parole con cui Giorgio Torgler, presidente del Comitato provinciale di Trento del Coni, comunica all'allenatore campigliano la decisione assunta a Roma e si congratula con lui "personalmente e a nome di tutto il mono sportivo che ho l'onore di rappresentare, per l'importante riconoscimento ricevuto": La cerimonia della consegna è fissata a Trento per la sera di lunedì 12 dicembre (un vero e proprio dono di Santa Lucia) alle ore 19 e 30 presso il Teatro Sanbapolis in via della Malpensada 88. In questi ultimi cinquant'anni nella nostra regione la Palma al Merito Tecnico finora è stata assegnata solo a tre persone; la prima volta a Klaus Dibiasi, l'indimenticabile re dei tuffi dal trampolino, a conferma dell'importanza rivestita e di quanto essa sia ambita. Vuol premiare "capacità, costanza e impegno", qualità che hanno sempre contraddistinto Stefani tecnico, alle quali noi vorremmo aggiungere altre doti che hanno fatto apprezzare Stefani uomo, l'umiltà e la modestia, aggiunte a una straordinaria forza d'animo, dimostrata nel riprendersi dai numerosi infortuni che hanno costellato la sua carriera di atleta. L'ultimo sulla Lauberhorn di Wengen nel gennaio del 1973 (8 fratture al femore sinistro) gli precluse la partecipazione ai mondiali di st. Moritz dell'anno successivo e segnò il suo abbandono dallo sci agonistico ad alto livello nonché l'inizio del suo lavoro di preparatore e tecnico. Era stato sulle cresta dell'onda per quasi due lustri. A 19 anni (è nato a Vigo Rendena nel 1948) dopo una serie di vittorie negli zonali s'era imposto nello slalom del campionato italiano giovani davanti un certo Gustav Thöni. Andava forte anche in discesa e, poliedrico com'era, otteneva buoni risultati in combinata. Fu a lungo in azzurro e partecipò a numerose gare di Coppa Europa e di Coppa del Mondo, salendo tre volte sul podio; venne selezionato per le olimpiadi di Grenoble e di Sapporo e per i mondiali del 1970 in Val Gardena. Per quattro stagioni fu nei migliori 15 classificati nelle graduatorie mondiali, addirittura 6° in libera. Era carabiniere e correva per il Gruppo Sportivo della Benemerita. Una carriera la sua da incorniciare, per di più costruitasi da solo, con grande tenacia e spirito di sacrificio, abituato ad affrontare le difficoltà della vita fin da bambino. Con la sua famiglia, contadini di vecchio stampo, trascorreva l'estate al Palù di Madonna di Campiglio nel vecchio "casone" dirimpetto all'albergo Brenta, insieme ai suoi numerosi fratelli. Papà Rico, il "Cesìn, da Vigo Rendena vi portava il bestiame in malga, in uno stallone all'imbocco della via per Vallesinella, e mamma Francesca si occupava di tutto il resto. Aveva il suo bel da fare con tanti bambini da accudire, impegnata al focolare a preparare il mangiare per i vitelli e il cibo per i famigliari, a lavare i vestiti nell'acqua gelida della fontana o a curare l'orto, un pezzo di terra riparata da filari di "palade" appuntite, a pulire e riempire le bottiglie di latte da consegnare a domicilio ai vari clienti... Sembrava una matrona con quel suo fisico imponente e la ricordo sempre contenta; ispirava serenità in chi le stava intorno. Purtroppo morì giovane. Il più vecchio dei fratelli, Giorgio, la sostituì nel delicato compito di fare crescere i più piccoli.., fra i quali Michele, e a creare loro una posizione, assecondando le loro inclinazioni e promuovendo una seri di indovinate iniziative imprenditoriali nel campo della ristorazione e della valorizzazione dei prodotti caseari. Michele si dedicò allo sci, supportato da un fisico adatto alle competizioni, campo nel quale ottenne grandi soddisfazioni prima da atleta e poi da allenatore. L'inizio di questa sua seconda attività risale al 1974 quando venne nominato responsabile del settore femminile del Comitato Trentino e venne incaricato dalla FISI di ricercare nuovi talenti. Dal 1975 al 1980 è responsabile nazionale del settore giovani femminile, delle ragazze che formeranno la celebre Valanga Rosa, della quale Stefani confessa di sentirsi un po' artefice. Dal 1980 al 1983 passa ai giovani maschi e lancia i vari Erlacher, Pramotton, Totsch...Nel quinquennio successivo diventa responsabile dell'intero settore della discesa. Viene chiamato ad assolvere diversi incarichi, da quello di supervisore di gare in settori operativi diversi a quello di omologatore di piste. Dal 1989 è delegato FIS, incarico che ricopre tuttora. Per più di dieci anni è stato direttore di pista della 3TRE e per un quadriennio ha allenato lo Sporting Club Campiglio. Dal 1992 al 1998 ha allenato il Comitato Toscano e in quella circostanza rifiutò di allenare la squadra francese in Coppa del Mondo. "Dal 1998 - è lui che parla - ho rilevato la gestione del noleggio Mountain Bike, in precedenza gestito in società dalla scuola di sci 5 Laghi e tuttora pratico con piacere e passione la professione di maestro di sci; per hobby amo immergermi come sub, ammaliato dai panorami visti sott'acqua e ho praticato per divertimento il calcio nelle squadre valligiane". "Dimenticavo – aggiunge – dal 1985 al 1989 ho accettato l'incarico di provare anche un'esperienza politica (!) rivestendo la carica di presidente di Circoscrizione a Madonna di Campiglio" E conclude: "Non so se ho perso più amici o...anni di vita!!!!! Mai più!" E' sposato dal 1972 con Norma e ha due figlie Marcella e Raffaella, orgogliosissime del loro papà.




