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Notizie val Rendena

Bimbi mai nati, il sindaco Ferrazza propone una mozione per sostenere la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare

walter-ferrazza-mozione a Bocenago
Sarà discussa nel prossimo consiglio comunale di Bocenago la «Mozione per la richiesta di riconoscimento dell'identità ai "Bimbi mai nati"». Un'iniziativa per appoggiare la raccolta firme per una proposta di legge che chiede ulteriori tutele per le famiglie dei bambini mai nati promossa dall'associazione "Pensiero Celeste" di Padova e sostenuta dal MiR (Moderati in Rivoluzione) e dal progetto politico "Innamorati dell'Italia" presentata il mese scorso a Palazzo Vecchio da Walter Ferrazza, ex sottosegretario affari regionali, Andrea Napoli, presidente Ass. Pensiero Celeste e Alessio Berni, coordinatore Ass. Innamorati dell'Italia.

La proposta di legge permetterà la discussione in Parlamento dell'introduzione di una norma che determini il peso di 500 grammi alla nascita del feto nato morto quale limite univoco per poterne richiedere l'iscrizione all'anagrafe, garantendo ai genitori la possibilità di decidere, nell'esercizio del libero arbitrio, se richiederla.

"In Italia il disagio sociale viene dalla mancanza dell'attenzione e dell'impegno politico nelle questioni necessarie agli individui. La politica deve fare un cambio di rotta e dare le risposte a quella che è una pandemia. Vogliamo fare in modo che tutta l'Italia ponga l'attenzione su questo tema. Per questo, da Sindaco, lancio un invito a tutti i miei colleghi d'Italia che, attraverso una mozione che invitiamo a discutere presso tutte le case Comunali, istituiscano un registro dei bimbi nati morti all'interno di ognuno dei loro Comuni" ha spiegato Walter Ferrazza, già Sottosegretario di Stato agli Affari regionali ed Autonomie, che ha deciso di contribuire personalmente sia a livello sociale sia politico alla promozione dell'Associazione e delle sue iniziative".

Qui sotto il testo integrale della mozione e delle proposta di legge.

Oggetto: Mozione per richiesta di riconoscimento dell'identità ai "Bimbi mai nati"

A norma dell'art. 20 del Regolamento Consiliare la sottoscritta  Consigliera Comunale propone la seguente mozione da discutere e approvare nel prossimo consiglio comunale:

Premesso che:
il 'Regolamento di polizia mortuaria, decreto del Presidente della Repubblica numero 285 del 10 settembre del 1990. Articolo 7 prevede che si possa seppellire anche un feto nato morto: "Nel cimitero possono essere raccolti [.....] anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane". Articolo 50: "Nei cimiteri devono essere ricevuti quando non venga richiesta altra destinazione: i nati morti ed i prodotti del concepimento di cui all'art. 7".

Considerato che:
In merito a questa annosa e particolare questione ne consegue una circostanza etica relativa al considerare essere vivente o meno il feto che comunque nasce morto.
Ecco allora che per rispondere correttamente anche alla gestione del "bimbo mai nato" è opportuno che questo venga potuto iscrivere in una apposita sezione di anagrafe.

Rilevato che:
è in corso una petizione popolare relativa alla definizione delle norme per l'iscrizione volontaria nel registro degli atti di nascita di feti nati morti, che recita come di seguito (vedi allegato)

SI IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta al sostegno di tale proposta di legge e a costituire un albo nel quale vengano iscritti su espressa volontà dei genitori i "Bimbi mai nati".

Bocenago, 10 gennaio 2014
______________________


NORME PER L'ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI ATTI DI NASCITA DI FETI NATI MORTI
Art. 1. Definizione di nato morto
Si intende per "nato morto" la morte del feto, ossia il decesso prima dell'espulsione o dell'estrazione completa dal corpo della madre di un prodotto del concepimento, quale che sia la durata della gestazione. Il decesso è indicato dal fatto che, dopo la separazione dalla madre, il feto non respira né manifesta alcun altro segno di vita, come il battito cardiaco, la pulsazione del cordone ombelicale o movimenti definiti dei muscoli volontari.

Art. 2. Requisiti del feto nato morto per l'iscrizione
Al fine dell'iscrizione al Registro di Stato Civile il feto nato morto dovrà soddisfare il criterio ponderale del peso pari o superiore ai 500 gr. Tale indicazione dovrà risultare dal certificato redatto dal medico che ne ha dichiarato la natimortalità.

Art. 3. Libero arbitrio dei genitori
È facoltà dei genitori di feti nati morti, congiuntamente, presentare domanda di iscrizione nel Registro di Stato Civile, su apposito modulo corredato da certificato medico di natimortalità secondo quanto previsto dall'art 37 del DPR 396/200.

Art. 4. Attività dell'ufficiale dell'anagrafe
L'ufficiale d'anagrafe provvede alla regolare tenuta dell'anagrafe dei feti nati morti ed è responsabile della esecuzione degli adempimenti prescritti per la formazione e la tenuta degli atti anagrafici.
Egli ordina gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti denunciati dagli interessati, relativi alle loro posizioni anagrafiche, e dispone indagini per accertare le contravvenzioni alle disposizioni della presente legge e del regolamento per la sua esecuzione. Può interpellare, allo stesso fine, gli enti, amministrazioni ed uffici pubblici e privati. Il personale dell'anagrafe ha l'obbligo di osservare il segreto su tutte le notizie di cui viene a conoscenza a causa delle sue funzioni.

Art. 5. Tenuta dei registri
La vigilanza sulla tenuta delle anagrafi dei feti nati morti è esercitata dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della Salute e dall'Istituto centrale di statistica. Nessuna annotazione sugli atti anagrafici, in aggiunta a quelle previste dalla presente legge, può essere disposta senza l'autorizzazione del Ministero dell'Interno d'intesa con il Ministero della Salute.

Art. 6. Disposizioni finali
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. È fatto obbligo ai presidi sanitari di informare con tutti i mezzi a loro disponibili i genitori dei feti nati morti, delle opportunità che la presente legge offre loro.