Notizie val Rendena
Carisolo deve restituire all'erario 500 mila euro di iva. Il cambio di destinazione del Palazzetto dello sport ha comportato la restituzione della cospicua somma che verrà dilazionata in sette anni
- Details
- Category: Carisolo
- Published on Tuesday, 02 April 2013 01:16
- Written by Ettore Zini
- Hits: 6290
Due punti di vista. Due visioni gestionali diverse. Ma che, per le casse del comune di Carisolo, fanno la non trascurabile differenza di qualcosa come 676.360 euro. Soldi che in pratica ora il comune deve restituire allo Stato per l'iva del palazzetto dello sport. Prima destinato a gestione pubblica. Poi a gestione privata. Una storia un po' complicata. Che chiama in causa soprattutto l'attuale amministrazione, obbligata a regolarizzare con l'Agenzia delle Entrate, una posizione che avrebbe potuto far ipotizzare reati come falso in bilancio ed evasione ai danni dello Stato. Ma che non assolve nemmeno la passata gestione, per una scelta di fondo difficile da giustificare, se non per quella parte molto piccola del reparto fitness. Tutto inizia nel 2005, quando l'amministrazione in carica, guidata da Diego Tisi stabilisce con delibera n.70 8.11.05 che l'uso della palestra avrebbe avuto una destinazione commerciale. E modifica l'iva dal 10 al 20%. In tal modo ci sono i requisiti fiscali per poterla recuperare.
I lavori dell'edificio vengono scissi in due: il sottostante magazzino comunale viene assoggettato all'iva del 10% (108.086 euro), la palestra al 20% (676.360 euro). L'Iva al 10% non sarebbe stata recuperabile, in quanto costo. Mentre quella al 20% si. Proprio in virtù della nuova destinazione, che permetteva di affittare la struttura a soggetti privati. In base a questa delibera viene rifinanziata la spesa dell'immobile.
L'iniziale contributo della Pat di 2.482.593 euro, lievita di altri 928 mila. Il costo dell'opera passa da 3.100.000 a 3.350.000. Ovviamente anche l'Iva prima al 10% passa da 249.625 a 499.250 euro. La palestra è un grande centro polivalente: adatto a tutti gli sport. C'è anche un attrezzato angolo fitness, e un bar. Da dare in gestione. Nel 2010 cambia l'amministrazione comunale. A Tisi, subentra Arturo Povinelli. Quest'ultimo, non la vede allo stesso modo del suo predecessore. E, con delibera n. 37 del 1.07.2010, decide di cambiare nuovamente la destinazione della palestra, da commerciale a pubblica. E l'affida alla locale Pro Loco (Centro Giovanile di animazione culturale). Scelta legittima. Ma che dal punto di vista contabile complica un tantino le cose.
L'Iva prima al 20%, torna al 10%. Quindi in teoria il comune dovrebbe restituire le somme non più detraibili, onde evitare di incorrere in vizi contabili. La minoranza chiede spiegazioni. Ma le risposte, date ai consiglieri Alessandro Morandi e Michele Nella (ora non più consiglieri in quanto il primo dichiarato decaduto per assenze ingiustificate, il secondo per dimissioni), non sono esaustive. "Evasive" – dicono. In proposito c'è anche un'interrogazione che parla di "gestione poco trasparente della palestra".
A rendere il clima infuocato, arrivano esposti e le lettere anonime a Guardia di Finanza, Corte dei Conti e Agenzia delle Entrate. In quei documenti si parla di " grave irregolarità contabile commessa dall'amministrazione comunale di Carisolo", di un danno economico, procurato al comune, da quel nuovo cambio di destinazione. E' un dettagliato escursus. Pignolescamente corredato da tutte le delibere. Chiama in causa il sindaco Povinelli. Il segretario comunale Leonardo Leonardi e il responsabile dell'ufficio comunale rag. Alberto Belletti.
Non è chiaro se per "motu proprio", o per effetto dell'esposto, arriva una verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate di Tione. Gli anni presi in considerazione sono 2007-2010. Si spulciano le carte. In base all'accertamento, il comune deve restituire più di 500 mila euro di Imposta sul valore aggiunto: l'Iva, che con il nuovo indirizzo, ha perso i requisiti di recuperabilità. Il sindaco Povinelli spiega che con l'Agenzia è stato concordato un piano di rientro: 40 mila sono stati restituiti lo scorso anno; 90 gravano sul bilancio del 2013; 120 nel 2014; 195 nel 2015, e poi a scalare fino ai 30 mila del 2018.
A suo avviso comunque la gestione privata dell'immobile era insostenibile. "Lo hanno detto – spiega - anche i funzionari dell'Agenzia delle Entrate". "Noi abbiamo optato per una gestione istituzionale. Purtroppo siamo incappati in una situazione molto ingarbugliata da cui ci stiamo tirando fuori, a poco a poco, dilazionando Iva e sanzioni".




