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Notizie val Rendena

Albergatore di Carisolo condannato a pagare un milione e 200 mila euro ai familiari di un turista morto in seguito ad un litigio

hotel denny carisolo

Un milione e 200.000 euro di risarcimento ai famigliari di un anziano signore milanese, scomparso dopo oltre tre anni di coma, in seguito alle lesioni procurate durante un litigio. Tanto ha deciso la magistratura condannando Giacomino Maestri, albergatore di Carisolo, a pagare lla sostanziosa cifra ai familiari di Carlo Maria Bignami.
Il 19 agosto del 2005, Bignami era stato protagonista di una furibonda lite con Maestri, proprio davanti all'albergo di quest'ultimo. Bignami, 65 anni, milanese in vacanza con la moglie, la figlia e il fidanzato della ragazza, poco dopo il confronto s'era accasciato al suolo colto da malore. Un malore fatale: l'uomo era morto quasi quattro anni più tardi, senza più riprendersi dal coma. L'accusa nei confronti del settantunenne operatore turistico era prima passata da lesioni gravissime a omicidio preterintenzionale e poi, dopo la perizia medico-legale disposta dal Gup in sede di rito abbreviato, era stata configurata nel reato 586 del Codice penale.

Secondo il perito, infatti, non c'era connessione diretta tra i colpi subiti da Bignami (colpi che secondo la difesa di Maestri egli non avrebbe mai sferrato). A causare il malore al turista (fibrillazione con successivo arresto cardiaco), cardiopatico con ben quattro by-pass, era stato invece lo stress causato dal violentissimo diverbio. Non così la pensavano la moglie e la figlia di Bignami che hanno sempre affermato d'aver più volte avvisato Maestri, durante il violento scontro, che il loro congiunto era cardiopatico. Per questo, ritenendo l'albergatore il responsabile di quanto accaduto dopo, avevano chiesto oltre 930 mila euro per i danni biologici patiti dal loro caro, 300 mila euro a testa per lo stress, i sacrifici e la depressione causati dalla lunga agonia del famigliare e circa 600 mila euro per il lucro cessante (la pensione di cui l'uomo avrebbe goduto nei suoi 15 anni di aspettativa di vita) e per le molte spese sostenute.

Ora la sentenza, che accoglie in parte le richieste della famiglia Bignami. Una sentenza di primo grado che se dovesse essere riconfermata in appello sarebbe destinata ad avere notevoli ripercussioni finanziarie sul condannato che si difende asserendo di essere stato lui ad essere stato aggredito dal turista.  A provare la dinamica dei fatti  ci sarebbe un video.

La Corte d'Appello è chiamata a fare chiarezza sul caso.