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A Verdesina la secolare tradizione religiosa della Madonna di Caravaggio
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- Category: Val Rendena
- Published on Friday, 29 May 2015 12:05
- Written by Mario Antolini Musón
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Anche quest'anno il 26 maggio, a Verdesina, si è vissuta intensamente la ormai secolare tradizione religiosa della Madonna di Caravaggio con la partecipazione sia della popolazione della piccola "frazione" rendenese, sempre vivace e tipicamente posta sul tipo colle di verde, sia degli immancabili devoti dei paesi vicini e della Busa di Tione. Alla santa Messa del mattino la presenza dell'ormai "piccolo gregge", data la giornata feriale che vede gran parte degli abitanti lontani da casa per ragioni di lavoro; tuttavia il parroco don Marcello Mengarda, non ha mancato di riallacciarsi al passato che si ricollega alla vita dei tanti emigranti in terra lombarda, ai quali si fa riferimento per spiegarsi come mai la specifica devozione mariana caratteristica di Caravaggio sia giunta fino in Val Rendena.
Invece assai partecipate le celebrazioni della sera con la recita del santo Rosario e la processione fra le vie del paese con la statua lignea della Madonna, scolpita in Val Gardena, ed offerta nel lontano 1981da Gioacchino Alberti Stropa, emigrato come "torcolòt" a Verona. È seguita la cena in piazza in un clima di serenità comunitaria, con ospiti giunti da ogni dove. Va pure segnalata una Mostra, allestita nella sede dell'Asuc locale, con una nuova serie di vecchie fotografie per tener vivo il costante rapporto con un passato che non si vuole e non si deve lasciar scomparire nella dimenticanza: un passato legato alla vita contadina, all'attività dei "vachèr" con la vita nelle stalle in paese, nelle "cà' da mónt" sui pendii della montagna e nelle malghe sugli alti pascoli di Malga Rosa ed in Val San Valentino.




Nella mostra, in particolare, fa spicco anche il ricordo di ben 64 "profughi di Roncone" che durante la prima guerra mondiale hanno dovuto lasciare il loro paese ed hanno dovuto godere della ospitalità delle popolazioni di Verdesina e di altri paesi della Rendena: una testimonianza insolita venuta alla luce "scavando" negli archivi comunali di Villa Rendena: una pagina da non dimenticare, quella vissuta dai profughi della Val del Chiese che, fortunati nella disgrazia del loro esodo, non hanno dovuto essere trasferiti in Boemia (come quelli della Val di Ledro), ma hanno trovato ospitalità nei vari paesi sia delle Giudicarie Interiori che Esteriori.
Il tutto grazie al costante impegno di attivi volontari sempre impegnati a mantenere vivo e vivace uno dei villaggi più tipici di tutta la Rendena, posto fuori dalla statale di fondovalle, ma forse, appunto per questo, particolarmente caratteristico.
m.a.m.




