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Su per le montagne... questa giornata entrerà nella storia

queste giornata entrerà nella storia 1Ci sono giornate che per la loro intensità, per le emozioni, per la singolarità, per la bellezza dei luoghi, per la compagnia, per l'amicizia nata... rimangono nella nostra mente quasi fossero scolpite sulla roccia e il loro ricordo ci accompagna per molti anni, o forse per sempre.

Un nonno saggio diceva al ritorno di una memorabile giornata nella splendida val Genova ("nel suo regno") a raccogliere radicchio dell'orso...: "questa giornata entrerà nella storia...".

E probabilmente aveva ragione. Per raccogliere i racconti di queste giornate indimenticabili nasce "Su per le montagne", una rubrica che vuole proporre le esperienze, le sensazioni le emozioni di giornate memorabili, in montagna...

Have a big dream. Racconto della conquista dell'Alpamayo, la montana mas linda del mundo

IMG 9447 1Chiunque veda la foto del Nevado Alpamayo al tramonto, con le tende alla base della parete, rimane senza dubbio incantato e stregato dalla sua magica bellezza. Anch'io vidi quella fotografia qualche anno fa: "Alpamayo, la montana mas linda del mundo". La vidi, l'ammirai. Ma non avrei mai pensato che un giorno potesse diventare il mio obiettivo di salita...
Bellissima cima, inconfondibile parete, linea estetica di salita. Ma rimane lì, negli angoli più reconditi della mia mente...per un bel po'... L'anno scorso però, io, il mio ragazzo Marco, e un gruppo di amici (Chiara, Loris e Fabiano), decidiamo di organizzare un viaggio in Perù, per scoprire e conoscere queste terre colorate abitate da un popolo meraviglioso, semplice e sempre sorridente. Ed in quella occasione, perché no, perché non ambire all'Alpamayo?
La zona della Cordillera Blanca ci incanta subito, ma purtroppo al Campo Morena del nostro sognato Alpamayo il tempo peggiora rapidamente, costringendoci a tornare e rinunciare a quel progetto. Non si vedeva nulla, e l'Alpamayo rimaneva lì, nascosto nelle nebbie, forse un po' timido... Una delusione senz'altro, ma in quelle occasioni non resta che dire: " Le montagne sono lì, non si spostano. Verrà un altro giorno..." Ci consolammo scalando altre due belle cime ma senza la nostra parete.
Ed eccoci a quest'anno, in maggio si riparte! Le due settimane di trekking organizzato da Marco (essendo una Guida Alpina UIAGM), oltre ad essere un'avventura meravigliosa assieme agli amici Alessandra, Stefano e Adrian, ci facilitano un ottimo e graduale acclimatamento.

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Siamo determinati e pieni d'entusiasmo. Sappiamo di voler mettercela tutta per salire questa montagna! Il cammino per arrivare al Campo Base si svolge lungo la splendida Valle di Santa Cruz, per circa 25km. Il paesaggio cambia in continuazione: vegetazione florida, impetuosi torrenti, laghi, fondovalle desertico e colossi andini di neve e ghiaccio. L'entusiasmo sale. La speranza nel bel tempo anche, con la gioia di essere immersi nel cuore delle Ande. Il giorno dopo ci alziamo fino al famoso e tanto fotografato Campo 1, ai piedi della scintillante parete sud-ovest. Questa sua incantevole faccia rimane nascosta fino all'ultimo, dietro il colle a 5500m di quota che bisogna valicare. Ed eccola, avvolta dal mistero, si dissolvono anche le nuvole e finalmente si fa vedere: bianca, pura, candida ed estremamente elegante.
Una notte, ovvero una parte della notte, in mezzo alla neve ed al ghiaccio, protetti nel "caldino" della tenda, ai piedi dell'Alpamayo, e si parte al buio, alcune ore prima dell'alba...
Sono quei momenti che mi fanno sentire come in uno stato di ebbrezza, su di giri, come una molla pronta a scattare. Sono proprio quelle sensazioni che provi, che poi la gente ti chiede: "perché vai in montagna??? Perché soffrire freddo, fatica, pericolo ecc?" E tu non sai mai cosa rispondere. Perché è un sentire indescrivibile. E' un misto d'entusiasmo, gioia pura e profonda che senti in ogni tua cellula. Adrenalina. Sei determinato, l'obiettivo è chiaro, ma affiorano anche dei piccoli dubbi: sono in grado? Non vedi l'ora di andare avanti ma c'è anche una mezza-voce che tira indietro: sei sicura? No, sicuro non sei mai, ma ci provi... C'è la fiducia in se stessi, nel compagno, nelle proprie forze. C'è il rispetto per la Montagna. C'è la coscienza e conoscenza di quello che vai a compiere. C'è il mistero... Cerchi di valutare bene dei rischi per quanto possibile e poi ti butti in questa scoperta del nuovo, dell'avventura. E' una mescolanza di egocentrismo con una immancabile dose di umiltà. E' l'avvenire. Tu vivi e sei nel presente, con tutte le tue forze, capacità, paure, difficoltà, entusiasmo e la gioia di realizzare i propri sogni. Così sei costretto a stare con te stesso ed impari a conoscerti molto bene. Sai quali sono i tuoi limiti ed impari come superarli.
La salita per me è stata molto bella e anche molto faticosa. Forse perché sono una donna, forse perché le fatiche dei giorni precedenti sono state tante.
Una bella linea, una via logica (via dei Francesi), tecnica, in un ambiente che toglie respiro! Soprattutto gli ultimi due tiri sotto la cima...credo che lì non capivo più niente! Un ambiente mai visto nelle Alpi! Sculture di neve di tutti tipi! Freddo ma stupendo. Ad un passo dalla realizzazione del proprio sogno, tanta agitazione, tanta emozione, tantissima stanchezza!
Ancora un passo, ancora una spicozzata ed eccola: CUMBRE ALPAMAYO...5947m.
Pochissimo spazio in cima, ti affacci e dall'altra parte della parete tutto un dirupo, un'altra valle di neve, ghiaccio, laghi. Magnifico! Ma quanto piccolo. Sembra di trovarsi su un cucuzzolo a strapiompo! Uno sguardo, la stanchezza che sta lottando con la gioia, un gesto, un abbraccio, un bacio, le scintille negli occhi...ed inizia la discesa di 8 corde doppie.
Non ci credo ancora, quel giorno ero l'unica donna in cima all'Alpamayo! Quasi un onore... Poi la tenda, il colle, il campo base, la valle, il taxi...Huaraz – città – tornati! Sembra tutto come l'altro giorno, prima di partire. Ma ci si sente diversi. Ora tutto così silenzioso. La stanchezza fa sentire 'ubriachi'... Una sensazione strana, la voce dentro che vorrebbe urlare di gioia, ma manca l'espressione... Gli attimi preziosi, ricchi di significato. Succede sempre tutto così in fretta, o forse sembra in fretta perché lì per lì non c'è tanto da pensare. Ci pensi dopo, una volta tornati, rilassati.
E perché? E perché ci vai? Perché sali le ore di fatica per stare solo qualche minuto in cima dove non c'è spazio?...
...
Rimane una infinita soddisfazione e una gratitudine...
Grazie Alpamayo. Grazie Marco! Condividere queste emozioni con te non ha prezzo.

Daria Dudziak

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PS: dedichiamo questa salita al neo-nato Gruppo dei Rampagaroi della Val Rendena!