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Più di cento persone per ricordare Checo. A Cologna la commemorazione di Felice Franceschetti

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Si è tenuta ieri mattina a Cologna di Pieve di Bono a partire dalle 9.30 la commemorazione del carabiniere partigiano Checo, Felice Franceschetti, morto 70 anni fa a soli 23 anni insieme a Bocia, Ugo Bottacin di sedici anni, a Zapparè di Trevignano, in Veneto, durante uno scontro con i nazisti.
Si eran recati sul posto con venti uomini della divisione "Francesco Sabatucci" per mettere fine al terrore che un gruppo di ladri stavano seminando tra i cittadini già sconvolti dalla guerra, quando una spia fascista avvisò i tedeschi della loro presenza. Seguì uno scontro ed i due partigiani sacrificarono la loro vita affinché il resto del gruppo riuscisse a mettersi in salvo.

Erano presenti più di un centinaio di persone, dopo la messa nella chiesa del paese il corteo, accompagnato dalla Banda Musicale di Pieve di Bono, si è diretto alla stele che porta la targa a lui intitolata. A omaggiarlo c'era anche Corrado Pontalti, detto "Prua", partigiano trentino che nonostante i 92 anni sulle spalle non ha voluto mancare all'evento promosso dalla sezione dell'A.N.P.I. "Adamello Collini Valli Giudicarie" con referente locale Adriano Giorgetta.

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Sono seguiti gli interventi del sindaco, Attilio Maestri, e di Enzo Filosi che ha ricostruito ed esposto la storia di Checo, la sua vita e le scelte coraggiose prese ogni volta che si è trovato di fronte ad un bivio.
Il Presidente della Provincia, Bruno Dorigatti, si è soffermato sulla semplicità dell'eroismo di Checo, come dice anche la scelta del suo nome di battaglia, non altisonante e alla ricerca di elogi e riconoscimenti ma genuino e spinto da un sincero e autentico spirito di giustizia.
Il Comandante provinciale dei Carabinieri, col. Maurizio Graziano, ha invece ricordato che più di 2000 carabinieri caddero per la Resistenza e la loro presenza capillare sul territorio gli ha permesso di appoggiare spesso i partigiani e collaborare per portare alla Librazione e limitare le ripercussioni sulla cittadinanza.
La conclusione è spettata al Presidente dell'A.N.P.I. del Trentino, Sandro Schmid, che ha sollecitato i giovani a continuare la loro battaglia, perché la democrazia e la libertà non sono mai raggiunte definitivamente ma devono essere continuamente migliorate e salvaguardate dalle nuove forme di fascismo, come ad esempio l'Isis.
I vari discorsi sono stati intervallati delle toccanti letture di giovani ragazzi della scuola secondaria di Pieve di Bono "Don Lorenzo Milani", accompagnati dal professore Marcello Salvini, che attraverso le lettere dei partigiani hanno ricordato quanto grande sia stato il loro sacrificio per dare inizio al più lungo periodo di pace che l'Italia abbia mai vissuto. A rendere più suggestivo il tutto hanno provveduto i canti e letture del gruppo "La Chimera". Al termine è stato offerto un buffet.
Questa ricorrenza è servita per ricordare che la Resistenza è nata sì da persone con un'ideologia precisa ma soprattutto che ha potuto aver seguito fino a giungere alla liberazione del Paese grazie all'adesione di persone di ogni genere che han risvegliato la propria coscienza e rinunciato coraggiosamente alla cieca obbedienza e all'adesione allo status quo per mettere al primo posto l'essere umano, la solidarietà e l'uguaglianza.

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