Roncone, un vero e proprio museo della Prima e Seconda guerra mondiale nato dalla passione di Antonio Scozzafava
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- Category: Roncone
- Published on Saturday, 25 March 2017 09:07
- Written by Nicole Marchi
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Quattro sale con una collezione preziosa di reperti bellici della Prima e della Seconda guerra mondiale raccolti in molti anni.
A realizzarla, con cura e passione Antonio Scozzafava, nato a Gimigliano in provincia di Catanzaro il 25 marzo del 1947, ma residente in Trentino ormai da molti anni. Primo di otto fratelli, fino all'età di undici anni ha vissuto nel paesino di Gimigliano, che è posto nel versante meridionale della Sila Piccola. Poi la madre di Antonio decise di raggiungere la sorella che abitava a Tione di Trento con la famiglia e fu così che si trasferirono tutti al Nord.
Giunto all'età di vent'anni, Antonio divenne caporeparto di una fabbrica di copri auto. Proprio lì conobbe Renata, che sposò dopo due anni.
Con il matrimonio iniziarono gli interessi in comune e quindi nacque l'idea di costruire sotto casa, a Roncone, una prima piccola lavanderia lavasecco. Le cose andarono bene e col passare del tempo Antonio e Renata costruirono una lavanderia industriale a Tione di Trento.
E che ne è rimasto della lavanderia sotto casa?
Quei locali divennero il luogo perfetto per coltivare la passione di sempre di Antonio, quella di raccogliere i reperti storici della Prima e Seconda guerra mondiale.
La sua collezione ha continuato a crescere ed è divenuta così grande e importante da attirare i cittadini delle Giudicarie e perfino da suscitare l'interesse di alcuni musei e forti che gli chiesero in prestito i suoi reperti più unici e rari.
La collezione privata comprende quatto sale.
Nella prima ci sono fucili, baionette, elmetti, brandine da campo, scudi da trincea, pipe austriache ed altri pezzi.
Nella seconda sala si trovano stufette da campo, lanterne da trincea, sci, pistole ed altri pezzi.
Nella terza sala ci sono bombe, ramponi, ciaspole, scatolette del cibo e una brandina da campo per i feriti di guerra.
Infine nella quarta stanza sono esposte varie divise, da quelle paramilitari dei bambini «figli della lupa» a quelle dei soldati veri e propri.






