Nuovo Stemma e nuovo Statuto per il comune di Valdaone approvati dal Consiglio
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- Category: Daone
- Published on Thursday, 05 May 2016 08:37
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Il consiglio comunale di Valdaone ha approvato lo stemma e lo statuto del nuovo comune della Valle del Chiese nato lo scorso anno dalla fusione di Bersone, Daone e Praso.
È stato realizzato da Vittoria Rigotti di San Lorenzo in Banale lo stemma che campeggerà sul gonfalone di Valdaone: si è aggiudicata i favori della commissione fra le 21 proposte giunte negli uffici comunali entro i termini stabiliti dal concorso bandito dall'amministrazione di Valdaone.
Tre bande orizzontali uguali, azzurra rossa e verde, tre elementi distintivi – il camoscio, il ponte, l'arnica d'oro – compongono lo stemma. In alto, nella fascia azzurra, compare il camoscio, animale caratteristico della Valle di Daone e simbolo di forza e agilità, specchio di una comunità intraprendente e coesa, già presente nello stemma dell'ex comune di Daone. La testa dell'animale volta a sinistra e compare fra due fiori d'arnica d'oro, fiore con proprietà benefiche che veniva raccolto con cura dagli abitanti di Praso che non a caso lo aveva adoperato per il proprio stemma comunale; la triplice ripetizione dell'arnica simboleggia l'avvenuta unione delle tre comunità che compongono oggi Valdaone. Infine al centro, nella banda verde, il caratteristico ponte di Tringoi stilizzato d'argento: simbolo presente nel vecchio stemma di Bersone, elemento di raccordo e superamento di situazioni critiche, rievoca il flusso vitale del fiume Chiese.
Componevano la commissione giudicatrice Nadia Baldracchi, rappresentante dell'amministrazione, Gianni Poletti in qualità di esperto storico, l'artista Gianluigi Rocca come esperto designer, Federica De Muzio esperta in arti grafiche e Mariano Welber specializzato in araldica. I commissari hanno valutato ogni proposta sulla base dei criteri di originalità, riconoscibilità, pregnanza del contenuto /significato, valori identitari e storici del territorio, qualità della rappresentazione complessiva e riproducibilità.
Il nuovo statuto del comune di Valdaone, approvato nella seduta del consiglio comunale di venerdì 29 aprile 2016 a seguito del lavoro di un'apposita commissione di lavoro presieduta dalla sindaco Ketty Pellizzari e formata da Nadia Baldracchi e
per la maggioranza e da Alessandro Panelatti e Giantomaso Aliprandi per la minoranza. Si apre con un preambolo e un'introduzione storica che ricorda la nascita di Valdaone, attraverso il percorso politico-amministrativo della fusione di tre comunalità che il 13 aprile 2014, giorno del referendum consultivo, hanno deciso di proseguire assieme il loro cammino. Ma anche ne ricorda i tratti storici comuni. "Una fusione consapevole – si legge nello statuto – una fusione nella diversità, che ha fatto confluire nella nuova compagine amministrativo-politica, la storia, il vissuto e le reciproche connessioni delle realtà amministrative precedenti". Documenti d'archivio testimoniano l'esistenza dei tre abitati di Bersone, Daone e Praso fin dal XIII secolo e la Valle di Daone frequentata fin dai tempi del neolitico, quando le tribù nomadi padane la raggiungevano risalendo il fiume Chiese. In epoca medievale le tre Ville si presentano legate amministrativamente, politicamente e religiosamente a Pieve di Bono e, nella storia rievocata con ricchezza di dettagli in apertura di statuto, si dipana la costruzione nei secoli di un'identità forte e condivisa, in un territorio vasto e di valore paesaggistico che ancora oggi è caratteristica peculiare e distintiva di Valdaone oltre ad averne forgiato il carattere delle sue genti. Nei principi ispiratori il richiamo alla Costituzione, alla tutela della famiglia, ai diritti inviolabili della persona; lo sviluppo economico e sociale, il volontariato, la parità fra i generi, la tutela e il rispetto dell'ambiente e del patrimonio artistico, culturale e linguistico, si sottolinea la Pace come diritto fondamentale degli uomini e si afferma l'importanza delle forme partecipative alla vita amministrativa, che verranno poi normate nel proseguire del testo.




