Inquinamento dell'aria a Storo. Alcune precisazioni dal Comitato Bene Comune di Storo
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- Category: Valle del Chiese
- Published on Friday, 20 December 2013 17:11
- Written by Comitato Bene Comune di Storo
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Il mondo è bello perché è vario, recita il detto. Quando uno pensa di aver visto e sentito tutto, succede sempre qualcosa che ci sorprende, purtroppo spesso in maniera negativa. A leggere certe cose, si resta insomma, sconcertati. Questa è la sensazione che ha suscitato in noi componenti del Comitato Bene Comune - Storo, la lettura dell'articolo firmato da Giuliano Beltrami a proposito della serata di informazione tenutasi mercoledì sera nel nostro Comune.
Dalla lettura di questo scritto si apprende che alla riunione di gente ce n'era poca (stranamente il quotidiano "il Trentino" afferma il contrario, e gli stessi Danieli e Tonidandel hanno rimarcato dal palco la buona partecipazione all'incontro, compiacendosene) , che l'inquinamento a Storo è elevato (ed è vero, solo che non viene spiegato bene che ciò è dovuto alla particolari condizioni morfologiche e climatiche dell'abitato di Storo, tali per cui durante i mesi invernali il fumo delle stufe non riesce a salire in aria e resta bassissimo con l'effetto di "affumicare" l'abitato... e a nostro modestissimo avviso era questo il punto importante della serata...), che le PM10 "entrano in profondità nel nostro corpo, negli alveoli e nel sistema cardio-circolatorio" (peccato che non sia così, come è stato chiaramente spiegato, ad avere questo effetto sono le PM2,5 troppo piccole perché le mucose che ci proteggono possano contrastarle efficacemente, e naturalmente nemmeno citate nell'articolo) e che "gli impianti grossi inquinano meno delle stufe di casa, perché hanno sistemi di controllo raffinati" (e qui andrebbe aggiunto che se l'impianto industriale a parità di dimensioni inquina certamente meno di un caminetto a legna, va ricordato anche che esso è anche assai più grosso e che lavora 24/7 come direbbero negli Stati Uniti, per cui se si vuole comparare correttamente impianti domestici ed industriali si dovrebbe anche distinguere fra valori assoluti e valori relativi di inquinamento).
Infine "senza voler rinfocolare polemiche" il signor Beltrami si avventura a sostenere che se non ci fosse stato "il gran rifiuto" del biodigestore esso avrebbe portato "energia elettrica e soprattutto termica". Peccato che per quel che riguarda il biodigestore tutti i tecnici e i politici schieratisi a favore abbiano sempre teso a minimizzarne le dimensioni, e i progetti rivelati dal comitato davano conto di un impianto in grado di portare calore col teleriscaldamento a circa una quindicina di case. Aggiungiamo che a quanto ci risulta un chilometro di tubature per il teleriscaldamento costa sui 500 mila euro, senza contare allacci alle abitazioni e interventi su strade ed altre tubature per ciò che riguarda i centri urbani. A fronte di questo "vantaggio" il biodigestore avrebbe prodotto in inquinamento, citiamo il Professor Tamino dell'Università di Padova, quanto due camion di grossa cilindrata accesi al massimo della potenza 24 ore al giorno 365 giorni l'anno, e questo calcolando i pur importanti sistemi di filtraggio presenti sulla struttura.
Da queste valutazioni quindi il Comitato ha chiesto fosse verificata la situazione dell'aria a Storo, per valutare se aggiungere una fonte di inquinamento all'area fosse da ritenersi opportuno, e una volta verificatolo, fare scelte con maggiore consapevolezza e raziocinio. Perché come ben sa il signor Beltrami, il Comitato Bene Comune non ha mai detto no al biodigestore, ha sempre e solo ribadito che bisognava fare le cose bene, informare la popolazione e poi farla decidere con consultazione popolare in merito ad un tema relativo alla qualità della propria vita.
Se il signor Beltrami ritiene che il Comitato Bene Comune sia conto il biodigestore, lo dimostri con i fatti. Altrimenti scriva che è una sua opinione e ne renda quindi consapevole il lettore. Perché a noi risulta che la funzione della stampa sia riportare i FATTI, e i FATTI dicono che il Comitato ha sempre e solo chiesto chiarezza e coinvolgimento dei cittadini. Dare ad intendere il contrario è a nostro avviso scorretto ed indice quanto meno di scarsa professionalità. Ciò naturalmente detto "senza voler rinfocolare polemiche".
Il direttivo del Comitato Bene Comune - Storo




