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La grande Pieve di Condino apre ai visitatori. Palazzi Aperti anche in Giudicarie

Condino Chiesa pievana di Santa Maria Assunta Floriano Menapace 2012

È lì da secoli.  Da secoli affronta la moltitudine di persone che vengono a cercare conforto, benedizione per una nuova famiglia, o ancora a bagnare d'acqua santa e lacrime di gioia ogni bimbo che gli viene presentato.

E accoglie benigna tutti dentro sé. È l'antica Pieve di Santa Maria Assunta a Condino, una delle sette grandi pievi giudicariesi che hanno dominato la vita religiosa, culturale e civile del medioevo, e in qualche modo, anche dei secoli a venire, del territorio nel quale erano inserite.
Dopo i lunghi lavori di restauro degli anni a cavallo tra la la fine degli Anni '90 e la metà del primo decennio di questo secolo, attraverso i quali sono stati anche riportati alla luce alcuni begli antichi affreschi, oggi la Pieve di Santa Maria Assunta è finalmente tornata al suo antico splendore.
Ora perciò parrocchia, amministrazione e popolazione tutta ambiscono a ripresentarla ai molti amanti dell'arte e della storia sacra locale in tutta la sua magnificenza.
Quale altra migliore occasione poteva darsi in questo senso se non la bella iniziativa chiamata "Palazzi Aperti. I municipi trentini per i beni culturali", organizzata da Comuni e Provincia di Trento, per cui le antiche dimore presenti sul territorio si aprono alla visita dei propri cittadini e di ogni estimatore dei tesori dell'arte antica?

Domenica 11 maggio così, a partire dalle 16,30 (alle 15.00 precede una visita guidata ai begli affreschi della Sala Consiliare del Municipio di Condino), storia e caratteristiche della pieve verranno spiegate ai presenti in alternanza con una serie di brani musicali eseguiti dall'Orchestra d'archi e Ensemble di chitarre della scuola Musicale di Tione e dalla Miniorchestra , Coro Vocibianche e Coro Femminile della Scuola Musicale di Storo e Bagolino.

Ma quali i tratti salienti di questo grande edificio sacro presente nel Basso Chiese?
Rinata maestosa in epoca rinascimentale, tra il 1495 e il 1510, da una precedente costruzione di probabile impostazione romanica, grazie agli immani sacrifici e alle finanze della comunità di Condino e di tutte le altre comunità del Basso Chiese, che da essa come "curazie" dipendevano, la Pieve di Santa Maria Assunta si pone come un gioiello architettonico ed artistico di fattura tardo gotica e, appunto, rinascimentale.
Alla sua edificazione parteciparono alcuni dei più bravi mastri costruttori ed artisti dell'epoca, provenienti gran parte dalla vicina Lombardia, come i comaschi Albertino Comanedi, al quale di deve la direzione dei lavori di costruzione, e Giovanni Lorenzo Sormani, autore del bel portale che adorna la facciata principale dell'edificio sacro, di Osteno, i bresciani Andrea e Maffeo Olivieri, che scolpirono il prezioso gruppo di statue lignee dell'altare maggiore, e Stefano Lamberti, scultore di una bella Pietà troneggiante sull'Altare della Pietà, sito sul lato sinistro della Pieve.
L'edificio sacro ospita sulle pareti laterali anche molti affreschi cinquecenteschi, tra cui i grandi affreschi rappresentanti la vicenda leggendaria di San Giorgio e il drago e il mito dell' "Hortus Conclusus", ai quali lavorarono, come da documenti dell'epoca, alcuni "dipintori tedeschi e bresciani" d'allora.
Preziosi anche gli otto altari laterali.
L'antica pieve nei secoli è sopravvissuta alle varie vicende umane: requisita e utilizzata nel 1866 dai reparti garibaldini per scopi di guerra, e utilizzata nuovamente durante la Prima guerra Mondiale come magazzino militare, subendo danni e razzie, oggi è ancora pronta ad accogliere quanti intendono praticare la propria fede manifestando la propria adesione alla comunità alla quale si trovano ad appartenere. E può ancora testimoniare la generosità nei propri confronti di tanti suoi affezionati frequentatori.

Mariachiara Rizzonelli