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47 dipendenti licenziati per mezza giornata. In valle del Chiese la provocazione di un imprenditore locale per sbloccare una pratica

dipendenti valle del chiese


Centottanta giorni di tempo per lo sblocco di una pratica amministrativa hanno fatto perdere la pazienza al titolare della Mosca Costruzioni Snc. di Bersone, che in un momento d'ira ha deciso di lasciare a casa a tempo indeterminato i suoi 47 operai.
Sul banco degli imputati, oltre all'amministrazione comunale, rea – a detta del proprietario dell'azienda - di ostacolare immotivatamente l'attività della sua impresa, la burocrazia provinciale che in una situazione critica come questa si permette di prendersela con comodo, per un'autorizzazione indispensabile al buon andamento di una delle poche ditte piena di commesse, in grado di garantire la piena occupazione a tutte le sue maestranze.
Il fatto è accaduto in valle del Chiese. E nell'arco di mezza giornata la cosa è rientrata, con la decisione lampo del titolare dell'impresa edile, una delle più vecchie e attive della zona, di recedere dai suoi propositi. Ci sono volute ore di mediazione, con forze sindacali e amministrazione comunale impegnate a dare garanzie che presto le autorizzazioni richieste sarebbero arrivate. La vicenda però ha lasciato il segno. Con quasi cinquanta persone, per una mattinata, incerte sul loro futuro occupazionale e sulla possibilità di riprendere a breve il posto di lavoro.

Al centro della questione un'ex cava trasformata dal comune di Bersone in area di smaltimento d'inerti, affittata alla ditta Mosca costruzioni Snc, che in quella superficie attrezzata prepara anche cemento. Da due anni però le esigenze della ditta di costruzioni sono aumentate. Quindi, il titolare Daniele Mosca ha chiesto di poter ampliare la superficie alla mutata situazione aziendale. Visto che i permessi tardavano ad arrivare, il proprietario non ci ha pensato due volte a minacciare di lasciare a casa tutti i suoi dipendenti se la situazione non si fosse sbloccata. Questa mattina la comunicazione ai suoi operai che invece di prendere la strada dei cantieri (la ditta Mosca di Bersone ha cantieri sparsi in tutto il Trentino, e in momenti di difficoltà come gli attuali è subissata di lavoro fino a tutto il 2014, con buone prospettive anche per gli anni a venire visto che si è appena aggiudicata l'appalto del teleriscaldamento di Pellizzano, una centralina per HydroDolomiti in val di Daone e altre opere di rilievo) hanno, controvoglia, dovuto incrociare le braccia. Unica nota positiva la notizia che sarebbero stati a casa senza penalizzazioni in busta paga. "Ci tengo troppo ai miei operai, per far pagare loro colpe che non hanno". A mezzogiorno il chiarimento con l'amministrazione comunale con il sindaco Lerner Bugna che ha rigettato ogni responsabilità per i ritardi. "La colpa è dell'Agenzia del Territorio, che avrebbe dovuto snellire la pratica. Ma, ci hanno risposto che ci sono 180 giorni di tempo, che scadono il 21 luglio".

dipendenti mosca costruzioni valle del chiese
Nell'incontro a porte chiuse avvenuto in comune tra giunta, proprietà e delegazioni sindacali (erano presenti Murizio Zabbeni di Cgil e Stefano Pisetta di Cisl) c'è stato l'impegno da parte dell'amministrazione e delle parti sindacali di far intervenire la Provincia per il buon esito della pratica. Alle 13.00 in punto la buona notizia agli operai, rimasti ad attendere davanti al municipio. La decisione dell'azienda era revocata. Domani avrebbero potuto riprendere regolarmente le loro mansioni. A fronte di un lieto fine, e di un ritorno lampo alla normalità, due considerazioni. Il metodo un tantino ricattatorio da parte del titolare, stigmatizzato senza mezzi termini dal rappresentante della Cisl. E la pachidermica "velocità" della burocrazia trentina che, nemmeno in momenti di difficoltà, riesce a trovare il passo giusto per essere efficiente. "Crediamo di essere la Danimarca, in fatto di burocrazia e snellimento delle pratiche. Ma, anche in Trentino, i nostri politici devono darsi una mossa, perché non si ripetano situazioni come queste. Soprattutto, in momenti di crisi e di precarietà come gli attuali", ha commentato laconicamente Maurizio Zabbeni, della Cgil. L'area contestata i trova in località Passablù, sul comune di Bersone. Si raggiunge via Daone, dalla strada di Morandino. Dal 2002, nei suoi 3.000 metri si riciclano i materiali edilizi per il riutilizzo nelle costruzioni.

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