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Due sculture lignee al posto di quelle trafugare 44 anni fa. Uno dei più preziosi altari della Pieve di di Condino, grazie ai giovani, torna ai vecchi splendori

lo scultore fa le prove con gli angioletti grezzi 


Per gli abitanti di Condino quello di quest'anno sarà un Natale speciale. Durante il tradizionale Concerto natalizio del Corpo Bandistico G. Verdi di questa sera, nell'Arcipretale dedicata a Santa Maria Assunta - bene artistico di interesse nazionale - ritroveranno sull'altare della Scola o della Pietà, i due angioletti che, fino al 9 settembre del 1970, sorreggevano l'elegante scrigno policromo dove sono conservate le reliquie di sei martiri.

Non quelli veri sottratti dalla chiesa ad opera di ladri. Ma la copia esatta degli originali. La sorpresa è frutto dell'amore per la propria chiesa del condinese doc Claudio Rosa che, fin da bambino, sognava di restituire a quell'altare, legato alla presenza della confraternita dei Battuti, i due angioletti lignei che reggevano il reliquario. Il furto, avvenuto in una buia notte di 44 anni fa, ha spogliato l'altare di pezzi rari quali: la Pietà lignea opera di Stefano Lamberti fatta risalire al 1530, una tavoletta dipinta raffigurante l'Ultima Cena attribuita alla scuola del Romanino, e i due angioletti che sostenevano l'urna, opera di un intagliatore lombardo del secolo XVI. Mentre la Pietà e il dipinto dell'Ultima Cena, sono stati ritrovati a Stoccarda dall'Interpol tedesca, nel marzo del 1982 e, riconsegnati alla comunità di Condino il 5 ottobre del 1987 durante una solenne funzione religiosa officiata dall'allora decano don Tullio Rosa (ora sono custoditi nel caveau della Cassa Rurale di Tione), delle due statuette non s'è trovata più traccia. Ecco che qui entra in scena un giovane del paese, che con la collaborazione della Filodrammatica "El Grotel", racimola i fondi per realizzare le copie dei due angioletti trafugati. E' un'impresa improba. Intanto perché ci sono da ottenere i permessi della Curia. Poi ci sono da affrontare le resistenze della Soprintendenza ai beni storico-artistici e culturali della Pat. Per Claudio Rosa e i ragazzi della filodrammatica c'è da fare la spola tra Condino e Trento un sacco di volte. Inizialmente nessuno vuol dare il via libera all'iniziativa. Poi, il miracolo. Dopo tante insistenze, arriva il nulla osta. Viene contattato Egidio Petri, uno dei miglior scultori trentini in materia. E vengono riprodotte le due statuette che facevano bella mostra sull'altare più prezioso di tutta la Pieve. Prove certosine e il rigoroso rifacimento dei due pezzi, sono seguite attentamente dai committenti, fino alla posa definitiva. Questa sera, 24 dicembre, l'inaugurazione. Durante il tradizionale concerto natalizio del locale Corpo bandistico le due statuette riapparirano come per miracolo sul vecchio altare. La doratura, in lamina d'oro, è stata eseguita da maestri della tradizione lignea dell'Alto Adige. Dopo tanti anni, sull'ancona dell'altare della Pietà, grazie a dei giovani del paese, a reggere l'urna lignea con le reliquie dei santi Geminiano, Epimato, Innocenzo, Valentino, Leo e Felicissima, non ci saranno più due colonne posticce. Ma due angeli. Che riproducono quelle opere d'arte di grande valore, in tutta la loro originaria bellezza.