Condino, Luciano Radoani muore in un incidente stradale. Forse un malore o il fondo stradale viscido tra le cause dell'uscita di strada
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- Category: Condino
- Published on Saturday, 04 February 2017 18:14
- Written by Aldo Pasquazzo
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Un malore e il fondo stradale viscido potrebbero essere le possibili cause che alle 7 e 40 di questa mattina hanno provocato l'uscita di strada e successivo decesso di Luciano Radoani dentro la sua vettura. Il meccanico, classe 1962 (54 anni ma che a Condino ha pure un omonimo), lavorava come manutentore alla cartiera Carmignano di Condino e di sabato non doveva varcare la soglia aziendale. Qualcuno lo avrebbe intravisto qualche istante prima al bar La Villa mentre sorseggiava un caffè da Daniele. Poi di nuovo in auto alla volta della Lombardia dove però stavolta non ci è arrivato .
L'auto sulla quale viaggiava, una BMW, proveniva da Condino verso Storo, ma giunta in prossimità del Ponte lungo il torrente Sorino (dove poco distante c'è l'azienda Waris) ha prima centrato un palo che fa da sostentamento ad una cartello segnaletico e una volta oltrepassata la mezzaria è finita nella sottostante scarpata ma su l'altro versante dove poi si è definitivamente fermata a ridosso di un albero ad una manciata di metri di distanza dalla rotatoria per Storo e Valle di Ledro. L'incidente ha di fatto squarciato la vettura che poi si è addirittura girata verso la direzione di provenienza.
Inutile ogni forma di soccorso anche se da Trento in pochi minuti erano sul posto infermieri e medico rianimatore. Quest'ultimi hanno ben presto verificato che ogni tentativo di salvare la vita di Luciano (nel frattempo messo al riparo da una apposita tenda) era da considerare praticamente inutile.
Da Storo, comunque, erano confluite da subito diverse ambulanze e almeno una ventina di vigili del fuoco coordinati dal comandante Alessandro Giacco affiancato da Gianfranco Berti responsabile degli ambulanzieri. Personale attrezzato e professionalmente preparato che in circostanze come queste hanno in più occasioni dimostrato di saperci fare. Loro stessi si sono prodigati per primi nel disperato tentativo di rianimarlo.
Al momento non sembrano esserci testimoni è quanto si è potuto percepire dagli uomini della Stradale di Riva del Garda. A rilevare dinamica e particolari oltre al comandante Marco Zucchelli c'erano anche gli assistenti Ruggero Pedrini e Walter Prezzi. I tre stanno tutt'ora cercando di ricostruire la possibile dinamica avvalendosi della strisciata lasciata dall'auto su l'erba che costeggia la sottostante statale sino al punto dove si è poi definitivamente fermata alla base di un grosso albero la cui distanza è di quasi 100 metri.
Da rilievi sommari la dinamica potrebbe rilevarsi quella finora ipotizzata considerato che il fondo stradale non dava poi alternative diverse. La stessa tratta rettilinea, compresa tra il primo impatto e lo schianto ultimo, sembra non rilevare sequenze diverse. E' confermato che una volta sbandato la vettura ha prima urtato il sostegno metallico per poi imbarcarsi dentro quel passo interpoderale che costeggia la statale 237 del Caffaro.
La salma dell'uomo è stata composta per competenza giurisdizionale nella camera mortuaria della Casa di riposo Villa San Lorenzo di Storo mentre per disposizione del magistrato giorno e ora dei funerali non sono stati ancora definiti" rispondono cortesemente dall'agenzia funeraria B2 i cui gestori si sono sobbarcati le tristi incombenze. Le esequie potrebbero avvenire forse martedì se non addirittura anche il giorno dopo ma comunque a Condino.





