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Imis, buone notizie per i cittadini di Storo e per le aziende

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"Abbiamo aggiornato la banca dati per le aree edificabili soggette all'imposta Imis, comprese le aree pertinenziali, inserendo le dovute distinzioni per le diverse situazioni. Un lavoro impegnativo che ci ha permesso di rendere più oggettiva l'applicazione dell'imposta", dichiara il sindaco Luca Turinelli in riferimento alle cosiddette aree sature, ovvero quelle aree che hanno già assolto totalmente o in parte il proprio potere edificatorio (molto spesso si tratta di aree pertinenziali o adiacenti l'edificio di abitazione).
"Un mese fa in Consiglio Comunale abbiamo approvato il nuovo regolamento Imis – aggiunge il primo cittadino storese - con importanti vantaggi per famiglie ed aziende. Attraverso la delibera di Giunta di ieri sera abbiamo completato l'intervento".

L'obbligo di pagare l'Imis su queste aree è stato introdotto nel 2014, in applicazione dell'articolo 6 della legge provinciale numero 14. Poco dopo l'insediamento (la delibera del 2015 risale a luglio) alla Giunta Turinelli toccò il compito di deliberare in merito. "Al luglio non ci fu possibile applicare aliquote diverse in funzione delle diverse situazioni che si andavano a presentare perché mancava una mappatura puntuale di tutte le diverse casistiche", spiega Stefano Poletti, assessore al bilancio. "Faccio riferimento ad elementi quali la presenza di linee elettriche interrate o aeree, gli indici di edificabilità inferiori ad una certa percentuale, piuttosto che a superfici inferiori ad un lotto minimo o, ancora, alla presenza di servitù stradali o di rischio idrogeologico, oppure ad altre forme di vincoli. Per tutti questi casi, infatti, negli anni precedenti non si era avuto modo di procedere creando le opportune distinzioni, mentre l'Imis, per sua natura, deve essere applicata proprio in funzione del potere edificatorio che ogni singola particella ha".

Le notizie positive per i cittadini storesi sono più di una. La prima: l'Imis sulla prima casa passa a zero e non si pagherà più, tranne che per le abitazioni di lusso (categorie catastali A1, A8, A9).
Si è inoltre deciso di assimilare alla prima casa anche le abitazioni di anziani o disabili che hanno residenza in casa di riposo, a condizione che la casa non sia stata affittata; stessa cosa è stata fatta per i cittadini italiani residenti all'estero che hanno maturato nel paese di residenza il diritto alla pensione. Azzerata anche l'aliquota per le unità immobiliari concesse in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado che utilizzano l'immobile come prima casa. È il classico esempio di casa data dai genitori in comodato ad uno dei figli: l'anno scorso si pagava l'Imis, ora non la si paga più.
E per le aziende? Imis quasi dimezzata anche per uffici (categoria catastale A10), per bar e negozi (C1), per laboratori (C3) e per alberghi (D2): l'aliquota passa infatti da 0,895 a 0,55. Per i fabbricati produttivi (categoria D) è confermata l'aliquota del 0,79 già agevolata rispetto al valore base di 0,895. Per i cosiddetti "imbullonati", spetta ai proprietari di questa tipologia di fabbricati produttivi richiedere (se ritengono) al catasto l'attribuzione di una nuova rendita e comunicare questo valore.