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Sanità e punti nascita. Responsabilità e valore dell'Autonomia. La lettera di Patrizia Ballardini e Cristina Donei
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- Category: Trentino
- Published on Saturday, 18 July 2015 10:52
- Written by Patrizia Ballardini, già Presidente Comunità delle Giudicarie Cristina Donei, già Procuradora Comun General de Fascia
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Prima attonite, poi profondamente amareggiate e ancora più preoccupate per il futuro del nostro Territorio. Queste le sensazioni condivise di fronte alle dichiarazioni anche più recenti dell'assessore Borgonovo Re, rispetto alla sua decisione di chiudere i punti nascita di Tione e Cavalese. Queste le sensazioni, unite a rabbia e delusione, da parte di valli geograficamente ai confini opposti del Trentino ma accomunate da valori, istanze e priorità della Gente.
La richiesta forte dei Territori di essere innanzitutto coinvolti nelle valutazioni e quindi nelle decisioni relative alla sanità è stata nuovamente disattesa. Gli innumerevoli confronti, le mozioni, le interrogazioni che si sono susseguite nell'ultimo anno e, soprattutto, le oltre 50 mila firme con le quali, a fianco alle Autonomie Locali, anche i Cittadini hanno chiaramente espresso l'esigenza prioritaria di servizi sanitari di qualità e sicuri nelle valli, anche con riferimento ai punti nascita, sembrano essere stati archiviati, senza considerazione. La non attenzione ed il non rispetto per le istanze delle Valli appare ancora più evidente alla luce degli accadimenti più recenti: la sentenza della Corte Costituzionale prima, quindi la risposta alla interrogazione parlamentare dell'On.Ottobre (entrambe del giugno 2015) hanno confermato la piena autonomia decisionale della Provincia di Trento rispetto all'organizzazione della sanità, purché vengano garantiti gli standard di sicurezza ed efficienza previsti dalla normativa nazionale, precisando altresì che particolare attenzione deve essere assicurata ai territori in situazioni orografiche e logistiche critiche, quali sono le valli di un territorio di montagna come il Trentino. A pochi giorni da questi fondamentali chiarimenti sul fronte romano, che dopo mesi di incertezza e rinvii potevano aprire una nuova prospettiva di qualità e parità di trattamento per tutti i Cittadini del Trentino rispetto ai servizi sanitari, ecco la decisione "tecnica" dell'Assessore Borgonovo Re, che, dopo il recente trasferimento di altri servizi sanitari dalle valli al centro, ora pare chiudere la strada anche ad un percorso di valorizzazione dei punti nascita di Cavalese e di Tione. Reparti di ostetricia e ginecologia questi ultimi che, pur con un numero di parti non elevato, hanno sempre garantito livelli di sicurezza in linea con quelli degli altri ospedali del Trentino e nettamente superiori rispetto a quelli di ospedali maggiori di altre regioni.
Siamo consapevoli che serve il coraggio delle riforme ed al tempo stesso che è necessario fare delle scelte "per una buona sanità con meno risorse, passando dalla politica dei tagli e degli esuberi alla costruzione di una sanità di valore", con l'obiettivo di garantire il diritto alla salute dei Cittadini pur a fronte di un contesto finanziario profondamente modificato, caratterizzato da risorse in contrazione. Ma riteniamo che questa sfida debba essere affrontata valorizzando le opportunità possibili nell'ambito della nostra Autonomia ed elaborandone di nuove, con coraggio e grande responsabilità, coinvolgendo anche i Territori, per trovare insieme le soluzioni migliori a beneficio delle Persone, e quindi assumere, in modo congiunto – Provincia ed Autonomie Locali - la responsabilità di scelte difficili. Anche con l'obiettivo di non disperdere il lavoro costruito per anni con entusiasmo e grande professionalità a livello distrettuale nei Territori, ad esempio dal consultorio di Fassa, che è riuscito a fidelizzare le donne a partorire nel loro territorio e preferirlo all'ospedale di Bolzano. Così come per dare significato al costante impegno della equipe del punto nascite di Tione che, nonostante la obiettiva difficoltà dovuta anche all'insicurezza rispetto alle prospettive, ha garantito qualità e sicurezza in linea con reparti molto più strutturati, unitamente ad un numero di parti elevato in presenza di un primario dedicato e di elevata professionalità. E' evidente che, se la decisione di chiudere i punti nascita di Cavalese e di Tione venisse confermata, verrà meno lo sforzo fatto in Fiemme e Fassa e le donne ritorneranno a partorire a Bolzano, con un conseguente costo che la Provincia di Trento dovrà rimborsare a Bolzano; al tempo stesso, le donne delle Giudicarie, già da tempo "indirizzate" in prevalenza verso gli ospedali centrali, si troveranno a sperare di poter trovare un letto disponibile nelle strutture maggiori, congestionate a seguito della mancata valorizzazione dei punti nascita delle valli.
Non sosteniamo quella che taluno ha definito 'logica del campanile' e nemmeno chiediamo 'comodità': chiediamo servizio sanitari sicuri e di qualità per i Cittadini, tenendo conto del contesto montano nel quale viviamo e delle fasce più deboli. Vorremmo aprire i giornali di domani mattina e trovare notizia della ripresa di una politica sanitaria e per la salute che riconosca le istanze e le priorità dei Territori, quale avvio di un nuovo corso nel quale i Cittadini possano ritrovare piena fiducia nel sistema sanitario del Trentino. Auspichiamo una riflessione vera da parte del Governo provinciale, che porti ad una revisione degli atti programmatori relativi al percorso di riorganizzazione ospedaliera, là dove tali atti comportino di fatto un evidente impoverimento dei servizi ospedalieri periferici, privilegiando invece criteri di omogeneità ed equità tra i Territori. Per il Trentino, di oggi e di domani.
Patrizia Ballardini, già Presidente Comunità delle Giudicarie
Cristina Donei, già Procuradora Comun General de Fascia




