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Notizie dal Trentino

La testimonianza di Deborah Angrisani, la ragazza di Trento calpestata dal poliziotto negli scontri di Roma: Non lo perdono ma non può essere l'unico a pagare. Ci hanno manganellato mentre scappavamo. Ero terrorizzata"

ragazza calpestata trentina scontri di Roma"È stato disumano quello che ci ha fatto la polizia. Ero terrorizzata dalla violenza che era sotto i miei occhi. Volevano allontanarci, ma la piazza era chiusa da ogni parte dalle forze dell'ordine. Ci hanno manganellato da dietro, mentre scappavamo, io sono inciampata o mi hanno spinto...nemmeno ricordo. Lì per lì pensavo mi avesse dato un calcio, dopo aver visto le foto di Repubblica ho capito mi aveva calpestato. La ragazza non ha alcuna intenzione di perdonarlo: "Assolutamente nessuna intenzione - dice - ma voglio dire che non può essere il solo a pagare. E' sotto gli occhi di tutti quello che è successo, c'erano giornalisti, fotografi, telecamere. Ci hanno inseguito e picchiato".
Questo il racconto di Deborah Angrisani a Repubblica.it. La ragazza di Trento, studentessa universitaria di "Scienze per la pace" a Pisa, con quell'immagine in cui viene ritratta mentre un poliziotto la calpesta mentre un ragazzo cerca di abbracciarla per proteggerla, è divenuta il simbolo degli scontri avvenuti a Roma sabato scorso. 

Il capo della polizia di Stato Alessandro Pansa non ha risparmiato critiche aspre nei confronti del poliziotto in questione: «Abbiamo avuto un cretino che dobbiamo identificare e va sanzionato perché ha preso a calci una ragazza che stava per terra».