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Riqualificazione energetica: confermata per il 2017 l'anticipazione delle detrazioni fiscali

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Incentivare il risparmio energetico e sostenere le attività economiche legate all'edilizia, è questo l'obiettivo della delibera approvata oggi dalla Giunta provinciale, su proposta dell'assessore Carlo Daldoss. Il dispositivo ripropone anche per il 2017 l'iniziativa contributiva attivata per la prima volta lo scorso anno (in attuazione della legge provinciale 1/2014), con la quale Provincia assume a proprio carico gli oneri degli interessi derivanti dall'anticipazione delle detrazioni d'imposta, previste dalle disposizioni statali, per le spese relative agli interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica.
"Questa tipologia di incentivi provinciali - commenta l'assessore Daldoss - ha generato potenzialmente nel 2016 interventi per circa 164 milioni di euro complessivi, 'spalmati' su circa 1800 domande ammesse a contributo. Si è trattato di una boccata d'ossigeno per un settore che ha attraversato una crisi pesante, ma anche un chiaro segnale di come la strada indicata dalla legge urbanistica di recuperare gli edifici esistenti, piuttosto che di costruirne ex-novo, sia quella che il Trentino continuerà a seguire anche in futuro".
Fra le novità del bando 2017, rispetto allo scorso anno, si è deciso di estendere sia la tipologia delle unità immobiliari destinatarie degli interventi, sia i soggetti che possono presentare la domanda di contributo. In particolare, con riferimento alle categorie catastali, si è estesa l'ammissibilità anche agli interventi di recupero e/o di riqualificazione energetica di unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/2 e C/6 per la trasformazione di questi fabbricati ad unità immobiliari ad uso abitativo. Inoltre si è estesa al coniuge e/o convivente, non proprietario, la possibilità di presentare la domanda congiuntamente al proprietario dell'unità immobiliare.
Le domande di contributo possono essere presentate dal 18 aprile al 30 novembre 2017.
Possono presentare la domanda di contributo le persone fisiche che intendono fare sulle proprie abitazioni degli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica destinatari delle detrazioni d'imposta statali. Sono ammissibili a contributo solo le persone fisiche proprietarie e non anche gli usufruttuari o i comodatari. Può inoltre presentare domanda, congiuntamente al proprietario, anche il coniuge e/o convivente, ancorché non proprietario.

Interventi ammessi. Sono ammissibili a contributo interventi di recupero e/o di riqualificazione energetica su unità immobiliari rientranti nelle categorie catastali ad uso abitativo da A/2 ad A/7. Questi interventi di ristrutturazione e/o di riqualificazione energetica possono includere anche le pertinenze degli edifici nella misura massima di due unità. Per relative pertinenze s'intendono i fabbricati classificati nelle categorie catastali C/2 (cantine, soffitte, magazzini), C6 (autorimesse, rimesse, scuderie) e C/7 (tettoie chiuse o aperte). Sono inoltre ammessi a contributo interventi su unità immobiliari di categoria catastale C/2 e C/6, purché finalizzati alla trasformazione delle medesime in unità immobiliari ad uso abitativo rientranti nelle categorie catastali da A/2 a A/7.

Come funziona. Questa iniziativa consente di anticipare in termini di liquidità le detrazioni d'imposta statali relative a interventi di recupero e di riqualificazione energetica.
L'anticipazione è garantita mediante la stipulazione, da parte della persona ammessa a contributo, di un contratto di mutuo avente delle particolari caratteristiche imposte dalla Provincia alle banche convenzionate: durata decennale, piano di ammortamento italiano (quota capitale costante), tasso fisso in una misura massima predefinita e assenza di commissioni e oneri aggiuntivi a carico del mutuatario. La persona che stipulerà il mutuo dovrà poi rimborsarlo alla banca mediante dieci rate annuali. Nel contempo la medesima persona riceverà dalla Provincia dieci rate annuali di contributo a copertura degli interessi del mutuo. Il contributo complessivo provinciale corrisponderà al totale degli interessi pagati dalla persona alla banca.

Un esempio pratico: una persona che prevede di sostenere una spesa di ristrutturazione pari a 100.000 euro beneficia di una detrazione d'imposta teorica statale pari a 48.000 euro (il massimo previsto in caso di ristrutturazione) mediante dieci rate annue di 4.800 euro da inserire nella propria dichiarazione dei redditi. Qualora tale persona abbia accesso al contributo provinciale in oggetto, la medesima potrebbe recarsi presso una banca convenzionata e stipulare un contratto di mutuo della durata di dieci anni per l'importo di 48.000 euro (anticipando quindi in termini di liquidità la detrazione d'imposta statale di cui beneficerà nei successivi 10 anni). La persona dovrà poi rimborsare annualmente alla banca una rata del mutuo composta dalla quota capitale più la quota interessi. La Provincia rimborserà direttamente alla persona la totalità degli interessi pagati alla banca mediante 10 rate annuali di pari importo. Per effetto delle modalità di calcolo del contributo nei primi anni la persona riceverà un contributo leggermente inferiore rispetto a quanto pagato alla banca per la quota interessi ma negli ultimi anni riceverà un contributo leggermente superiore in modo tale che alla fine dei dieci anni il contributo totale corrisponderà agli interessi complessivamente pagati.

Limiti e soglia minima. Si ricorda che anche per il 2017 la detrazione fiscale statale è ammessa sul 50% delle spese sostenute in caso di interventi di ristrutturazione edilizia con il limite massimo di detrazione pari a 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare e del 65% in caso di riqualificazione energetica con i limiti massimi di detrazione di 100.000, 60.000 e 30.000 euro a seconda della tipologia di intervento.
Per ottenere il contributo è prevista una soglia minima di spesa pari a 20.000 euro. Sono ammesse anche le spese eventualmente già sostenute a far data dal primo gennaio 2017. È inoltre necessario stipulare un contratto di mutuo per almeno 10.000 euro.

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