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Giornata mondiale contro l'omofobia, Mattarella: Orientamento sessuale è pretesto di offese? Inaccettabile. Olivi: Combattiamo assieme la discriminazione
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- Categoria: Trentino
- Pubblicato Mercoledì, 17 Maggio 2017 11:06
- Scritto da Giudicarie.com
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Gionata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, un appuntamento che Arcigay del Trentino celebra con una settimana intera di iniziative. Tra queste anche gli incontri con le istituzioni, chiamate a collaborare con le associazioni per il contrasto alle discriminazioni. Per questo, nel pomeriggio di ieri, il vicepresidente della Giunta provinciale Alessandro Olivi ha incontrato una delegazione composta da Paolo Zanella, presidente di Arcigay del Trentino, Giada d'Andrea di Arcilesbica e Arianna Miriam Fiumefreddo della Rete LGBT. Oggi l'incontro sarà con il sindaco di Trento Alessandro Andreatta e con l'assessore alle Pari opportunità Andrea Robol. Molte le iniziative proposte da "Liberi e Libere di Essere", che hanno visto fino ad ora una numerosa partecipazione. Oggi in programma la presentazione del libro di Filippo Maria Battaglia "Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana", in uscita il 13 aprile 2017, per Bollati Boringhieri. Al Teatro San Marco alle 19.15.
A livello nazionale anche il Presidente della Repubblica Mattarella è intervenuto sull'argomento. Il Capo dello Stato in una nota sottolinea come la maturità della nostra società si misuri "sulla capacità di respingere ogni forma di intolleranza", che "affonda le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l'informazione, la conoscenza, il dialogo, il rispetto".
"La Costituzione – ha proseguito – richiede, all'articolo 2, di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali di ognuno, non solo come singolo ma anche nelle formazioni sociali in cui si realizza la sua personalità. E la Corte costituzionale ci ha ricordato che la realizzazione di questi diritti, non può essere condizionata dall'orientamento sessuale, perché tra i compiti della Repubblica vi è quello di garantire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione".
"La giornata mondiale contro l'omofobia offre l'occasione di riflettere sulla centralità della dignità umana e sul diritto di ogni persona di percorrere la vita senza subire discriminazioni. La piena realizzazione di questa libertà – prosegue – che deve appartenere a tutti, indipendentemente dall'orientamento sessuale delle persone, è essenziale per la costruzione di un ordinamento che garantisca il pieno rispetto dei diritti fondamentali e costituisca un pilastro della convivenza civile, in applicazione del principio di uguaglianza sancito dall'art. 3 della Costituzione".
Secondo Mattarella la maturità della nostra società si misura "sulla capacità di respingere ogni forma di intolleranza", che "affonda le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l'informazione, la conoscenza, il dialogo, il rispetto". Non accettare la diversità "genera violenza e per questo va contrastata con determinazione. È inaccettabile – continua – che l'orientamento sessuale delle persone costituisca il pretesto per offese e aggressioni". Allo stesso modo il Capo dello Stato ritiene "inaccettabile che ciò determini discriminazioni sul lavoro e nelle attività economiche e sociali. Dietro queste forme di degenerazione del vivere civile vi è il rifiuto di conoscere e accettare le peculiarità di ciascuno".
"In un anno in Italia 104 episodi di omotransfobia" – In occasione della giornata mondiale, sono questi i dati riportati nel dossier stilato da Arcigay, che si basa sul monitoraggio delle fonti giornalistiche e riporta perciò solo avvenimenti segnalati sui mass media nel periodo tra il 17 maggio 2015 ed oggi in Italia. Il numero degli eventi intercettati perciò, secondo l'associazione, rappresenta solo la punta dell'iceberg del fenomeno.
"Di omofobia e transfobia in Italia si muore ancora – dice il segretario di Arcigay, Gabriele Piazzoni – lo testimoniano i due omicidi e i due suicidi che compaiono nel rapporto, assieme a tutti gli altri sommersi, invisibili. Non solo: le persone lgbt sono socialmente fragili, esposte a pericoli peculiari della loro condizione. Le persone omosessuali e transessuali sono bersagli privilegiati di rapine, pestaggi, stupri. Inoltre, gay e lesbiche quando non visibili diventano bersagli di ricatti ed estorsioni. E, come le persone trans, sono di frequente fatte oggetto di derisione, di insulti, di limitazioni alle libertà personali, di discriminazioni, di bullismo a scuola, di mobbing sul lavoro".
Non esiste, poi, un identikit dell'omofobo: "Nel nostro report ci sono omofobi appartenenti alla classe dirigente, politici, funzionari pubblici, commercianti, studenti, padri e madri di famiglia. Sono italiani o stranieri. E soprattutto sono giovani o vecchi. L'omofobia, insomma, non ha età, ruolo sociale, provenienza geografica, estrazione economica o culturale. È ovunque e colpisce le persone lgbt indistintamente, da sole, in coppia o in gruppo, nei luoghi affollati e in quelli isolati, di notte o in pieno sole" spiega.
Per Arcigay servono leggi. "La prima è quella contro l'omotransfobia, che da decenni chiediamo, in vigore in tantissimi Paesi d'Europa e del mondo e che giace immobile da oltre 300 giorni alla Commissione Giustizia del Senato. Ma servono anche azioni culturali e di welfare, per sgretolare il pregiudizio e sostenere le persone fatte bersaglio dei crimini e delle parole d'odio. Non solo a Roma, quindi, ma in tutti i luoghi istituzionali va aperta una discussione seria e concreta sulle azioni che è necessario mettere in campo. Questo è l'auspicio che rinnoviamo in occasione della Giornata Internazionale e che consegniamo alle istituzioni assieme al pensiero per tutte le vittime. Anche per loro dobbiamo trasformare l'Italia in un Paese migliore", conclude Piazzoni.