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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

COLDPLAY, A RUSH OF BLOOD TO THE HEAD – 2002. COVER ART - GLI INVOLUCRI D'ARTE DELLA MUSICA

COLDPLAY -
Strane mescolanze stilistiche quelle proposte dai Coldplay in fronte al loro secondo album. Il dato essenziale è legato alla "sottrazione": un corpo inerte e silenzioso si materializza al centro dello spazio completamente vuoto omogeneamente bianco e si propone unendo segni di provenienza quasi antica, (sembra un bozzetto rinascimentale) in relazione con le marcature geometrizzanti date dalla tecnologia più avanzata. Un primo piano quasi in profilo totale scandagliato da linee tracciate da raggi laser a descrivere le parti anatomiche, come se attraverso i progetti grafici si riuscisse a demarcare l'intera essenza della naturalità. E' la progettazione rimasta "incompiuta" di un essere posto ai limiti dell'umano, sul confine dell'Essere ibrido, come un robot sensibile. Un androide! E proprio per indicare la provenienza "meccanica" di questo essere, a manifestare significati contrastanti con il titolo, ecco l'assenza della calotta cranica: il volto rimane parzialmente privo di segni suggeritori di coscienza, in una splendida posizione da limbo metafisico. "No-Brain-Portrait", mutezza surreale in attesa di qualche gesto umano, di qualche "clic", tale da risolvere, attraverso il disegno e con le macchine, la sua fisionomia. Corrispondenze da Neoclassicismo del 2000 che un tempo furono anticipate dalle immagini premonitrici dei Kraftwerk di "Electric cafe".

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