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"La musica sei tu" di Kimbo Ina Vellocet

LA MUSICA SEI TU k 

... Vedi come la musica ha "miliardi di facce"...
La musica è il luogo della scoperta, uno spazio da concepire non come una storia,
o una danza, o altro, ma IL LUOGO DOVE RECARSI: se vuoi andare in quel luogo
devi semplicemente ascoltare.
Respira, stai fermo, muoviti, socchiudi gli occhi, ricrea la tua vita dentro il ritmo della musica
e Lei diventerà la tua medicina. Come fosse una luce che ti attraversa e che guarisce malesseri,
disarmonie e tristezze.
Quando ascolti la musica non ti viene trasmessa solo la musica, ma un'intera esistenza.
Niente è solo musica. Dentro le sue onde vivono immagini, persone, mondi ...
Universi vicini e universi abissalmente lontani.
Una vibrazione invisibile che riesce a superare il tempo e il luogo.
Per me la musica è proprio l'arte per eccellenza.

                               (Kimbo Ina Vellocet)

TERRY RILEY. A RAINBOW IN CURVED AIR - 1969. Meditazioni e microcosmi sonori, ripetizioni e complessità universali

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Tanta musica, nel tempo di innovazione degli Anni '60/'70, trovando spiragli d'uscita dalle burocrazie e dai dogmi dell'espressione, riesce a modificare i codici interpretativi ed a determinare una condizione di significato in grado di varcare i confini del conosciuto. Ecco "Un Arcobaleno nell'Aria Curva" insinuarsi come stratagemma della fantasia, ma anche della matematica, per una nuova definizione del concetto di produzione ed ascolto della musica. La "Minimal Art" intende percorrere strade inusitate della creatività, vuole approcciare soluzioni prendendo a prestito le ritmiche ripetute e magnetiche della cultura Zen dell'Oriente estremo, predica il suono come materiale che, se moltiplicato, può assumere le potenzialità di una sostanza terapeutica in grado di guarire dalle devastazioni di una vita carica di moderno stress e disarmonia. Il mix sonoro è dato da una componente molto vicina alla cultura indiana: tamburi tradizionali, tabla e altri strumenti percussivi in relazione con l'elettronica restituita dalle tastiere più risolute in forma di modernità. La risultante è cosmica, magnificamente tranquillizzante. I pensieri che prima si incuneavano creando un gorgo insano di sensazioni ora, mano a mano mentre ci si inoltra nell'ascolto, divengono meno presenti e il senso di straniamento si impossessa del nostro Essere. Lungo la seconda facciata troviamo sonorità date dal saxofono soprano e dall'organo elettrico. Il brano si intitola "Poppy Nogood and the Phantom Band", dove il clamore dell'antico si fonde mirabilmente con i concetti del presente producendo una dilatazione spazio temporale di grande fascino e suggestione. Scienza della musica e mistica: è questo splendido lavoro un happening capace di coniugare due universi dissimili e di trovare feritoie per inoltrarsi nel "caos" inteso come l'ordine maggiormente utile alla sopravvivenza della coscienza. E per restituire importanza all'autore, da ricordare anche "Baba O' Riley" degli Who, completamente scritta e dedicata per rendere omaggio alla filosofia di vita di Meher Baba e alla musica di Terry Riley.

A tutti gli affezionati lettori de "La Musica Sei Tu" un anno 2015 ricco di arcobaleni!
Auguri, Kimbo Ina Vellocet