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Il Blog di Marco Zulberti

Alexis e la Grecia; al passo decisivo. Dal Blog di Marco Zulberti

Tsipras

Ci sono momenti in cui non si può più tornare indietro, perché abbagliati da una idea o da un'intuizione ci si incammina su una strada che poi appare impossibile. Allora non resta che tirare il dado della sorte e attraversare il Rubicone per incamminarsi verso la battaglia per la conquista di Roma. Deve essere questo lo spirito che attraversa le menti di Alexis Tsipras e del ministro delle finanze greche Yanis Varoufakis, che si trovano in questo momento di fronte al muro alzato dalla Banca Centrale Europea di Mario Draghi e dallo stesso governo tedesco di Angela Merkel e Wolfang Scheuble. Ma in questo "gioco", nemmeno troppo mascherato alla pubblica opinione europea, di richieste e ricatti sulla pelle del popolo greco che vede in questi due socialisti utopici i loro paladini, esaurite le minacce e le richieste, non resta molto altro che piegarsi ai diktat tedeschi oppure fare quello che fino ad oggi tutti hanno indicato come necessario, ma nessuno credeva possibile; avere il coraggio di far uscire una volta per tutte la Grecia dall'Euro, una soluzione che fino ad ieri non era nemmeno nell'agenda del nuovo governo greco di Tsipras.
Le argomentazioni a sostegno di questa soluzione decisiva possono essere più forti e provocatorie, per l'arroganza tedesca e meno impattanti per il popolo greco di quello che oggi si può immaginare. Innanzitutto la Grecia in questo momento di forti tensioni geopolitiche tra crisi in Ucraina, tensioni islamiche in Medio Oriente e bacino del Mediterraneo si trova al centro del mondo, fatto che la favorisce a trovare più alleati esterni, che nell'Europa stessa, che vanno dalla Russia, agli Stati Uniti e alla stessa Cina che brama d'impossessarsi dei commerci navali con l'Europa e l'Africa del Nord. Inoltre il suo debito e la sua popolazione sono relativamente piccoli, rispetto alle dimensioni della stessa Italia o Spagna, e troverebbe in queste superpotenze un alleato in grado di sostenerla più di quanto sta facendo oggi una arroccata Europa, resa miope a sud dal velo delle Alpi. Secondariamente questi difficili anni hanno comunque permesso alla Grecia di compiere importanti passi in avanti nei confronti del debito pubblico e prendere coscienza di tematiche come l'evasione fiscale, la lotta alla corruzione politica, che rimarrebbero comunque una frontiera da perseguire come impegno per l'attuale governo greco. L'uscita rappresenterebbe inoltre una terza opportunità: quella di mostrare che le ricette europee sulle liberalizzazioni e la svendita di tutti i beni pubblici erano sbagliate, recuperando alla storia un modello di socialdemocrazia sostenibile, oggi affossato dallo stesso interesse particolare delle classi politiche.

La lettura del muro contro muro tra l'utopismo di Alexis e Yanis e quello altrettanto "irrazionale" della Troika europea che non vuol vedere le sofferenze del popolo greco, ispira oggi la possibilità di questa estrema via d'uscita. Se perseguita con abilità diplomatica e visione strategica internazionale potrebbe permettere alla Grecia, tra qualche anno, di mostrare alla stessa Europa di come oggi avesse ragione e di quale serie di errori ha commesso la Commissione Europea in questi anni, e diventare propedeutica alla stessa crisi del debito che dovrà comunque affrontare, primo o poi, anche la politica italiana.