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Il Blog di Marco Zulberti

L'intervento pubblico nei trasporti e il ruolo fondamentale degli impianti funiviari ai fini turistici. dal Blog di Marco Zulberti

panoramica impianti a fune
La recente decisione di appianare i debiti degli impianti funiviaria di Folgaria, con un intervento di 10 mln di Euro da parte della Provincia Autonoma di Trento, riapre il tema del ruolo fondamentale degli impianti funiviari ai fini turistici e di conseguenza economici. L'impianto funiviario, funivia, seggiovia o skilift che sia, rappresenta infatti l'ultimo miglio che trasporta il turista, che viene da tutta Italia e dall'estero, alla sua meta finale. Se non vi fosse questo ultimo miglio il flusso dei turisti e quindi della massa monetaria che giunge in regione, e della conseguente ricchezza della nostra terra, sarebbe drasticamente ridotto. Ma per arrivare a quest'ultimo miglio, il turista per giungere in Trentino ha percorso prima in macchina un autostrada, oppure è giunto in treno o in aereo, spostandosi poi in autobus, utilizzando tutti mezzi a pagamento. Per arrivare all'ultimo miglio e quindi alla meta il turista ha permesso alle autostrade alle società ferroviarie, aree e degli autobus, d'incassare una consistente quota del loro bilancio. Ma mentre i bilanci delle autostrade, delle linee aree e delle ferrovie sono in attivo, quelle dei trasporti locali come le linee degli autobus e degli impianti funiviari, soprattutto delle località minori, sono in pesante rosso. Per la legge del mercato queste società, o meglio, questi servizi, sarebbero falliti e quindi dovrebbero chiudere. La conseguenza è che la Provincia sulla scia di una assistenzialismo un attimo irrazionale, ha continuato per decenni ha sostenere questo sistema distorto, finanziando con nuovi flussi monetari, che provengono dalle tasse pagate dai trentini, gli impianti funiviari in deficit che altrimenti sarebbero chiusi. E' stato un comportamento da una parte necessario, per le importanti motivazioni economiche e le sue ricadute sul territorio che abbiamo appena analizzato, ma dall'altro miope, in quanto non ha mai concepito come i trasporti non possono essere considerati, come vorrebbe il modello iperliberista e mercantile anglosassone, un bene di mercato, ma un vero e proprio servizio. La conseguenza è che negli anni di espansione economica la rete dei trasporti autostradali e ferroviari è stato continuamente destrutturato, mentre quello dell'ultimo miglio, il più importante per il turista è stato continuamente salvaguardato e sviluppato grazie alla mano pubblica della Provincia. Ma oggi di fronte alla crisi di liquidità universale, dove gli stati europei spengono anche le pompe delle fontane e i lampioni dell'illuminazione notturna per risparmiare, cosa si può fare di fronte al bilancio in rosso degli impianti funiviari? Continuare a tenere la testa sotto la sabbia e finanziare gli impianti prima sul Bondone, ora in Folgaria, domani in un'altra stazione, con interventi milionari (basti pensare che per salvare il gran premio di F1 di Monza bastano 10 Mln) a cosa può servire? Non è meglio pensare ad un sistema integrato dei trasporti in cui i bilanci delle autostrade, delle ferrovie e delle linee aeree poi sostengono e riconoscono all'ultimo miglio dell'impianto funiviario un ruolo fondamentale nei loro rispettivi incassi? Certo a quel punto si uscirebbe dal concetto di mercato dopo un ventennio di follie iperliberiste (penso alla irrazionale soppressione delle linee dirette di Autobus Madonna di Campiglio – Milano), e si ritornerebbe ad un concetto di servizio per l'economia. Ma si uscirebbe dalla continua pressione delle singole società funiviarie sulla classe politica incapace di progettare una rivoluzione nel bilancio di queste società a favore dell'ultimo miglio. A questo tema si può collegare anche la follia di considerare l'impianti dei trasporti funiviari, ma qui si aprirebbe un capitolo più complesso, soggetti alla tassa dell'Imu, soldi che poi rischiano di essere sprecati dalle singole amministrazioni comunali.

Di fronte alle recenti notizie di nuovi finanziamenti da parte della Provincia degli impianti funiviari pertanto è bene fermarsi a riflettere sulla distorsione con cui l'economia concepisce il ruolo dei trasporti come bene di mercato, mentre è, compresa la rete autostradale e ferroviaria, un servizio pubblico che deve contribuire alla crescita economica dell'intera società e non al flusso finanziario dei suoi soci che finiscono con l'agire in un ambito di oligarchia economica di tipo medioevale, dove si pagava l'attraversamento dei ponti. Vogliamo tornare al medioevo? Se continuiamo su questa strada non è molto distante.