Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Lun06172019

Last update10:52:22 PM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

Il Blog di Marco Zulberti

Dal referendum una nuova compattezza regionale. Dal Blog di Marco Zulberti

Veduta del castello 1

La bocciatura del referendum sulla riforma costituzionale e la questione locale altoatesina e trentina dell'autonomia, ora chiedono dovutamente l'apertura di un dibattito aperto alla società e non limitato ai soli partiti che mai come oggi sono distanti dalle gente e dai problemi che la coinvolge. Che la proposta fosse confusa lo dice il risultato locale, mentre è evidente come tutte le regioni italiane nel loro No al centralismo ambiscano anch'esse ad una autonomia, a un autogoverno. Questo dovrebbe rendere noi trentini altoatesini solo felici. Invece questo sentimento di voglia di autonomia, desiderio di comunità, non è colto da nessuno. Il fatto che l'Alto Adige sia stata l'unica provincia a votare il Sì conferma probabilmente come quel testo oltre che essere scritto male in italiano, tanto da risultare incomprensibile agli stessi costituzionalisti, fosse scritto meglio nella sua traduzione in tedesco. L'anomalia del voto dell'Alto Adige rispetto al resto d'Italia palesa questa differenza di approccio nell'uso stesso della lingua nella comunicazione politica e sociale.
Come mai la classe dirigente non coglie il senso positivo di questa bocciatura del centralismo? Si crede veramente che il referendum sia stato solo una bocciatura del governo? Che il senso profondo del referendum non abbia condizionato il voto? Se la classe politica dirigente attuale pensa questo allora è una fortuna che sia stato bocciato, perché veramente dietro il referendum v'era un progetto ben diverso da quello comunicato anche sulle realtà autonome.
Per questo ora la classe politica locale invece che alzare ancora più i muri e pensare a purghe di cui molti altoatesini e trentini autentici, dovrebbe prendere la palla al balzo e farsi paladina di un progetto di riforma che spinga l'Italia verso un vero federalismo responsabile simile a quello tedesco. Perché di fatto le regioni italiane, sprofondate nella crisi economica, bocciando questo progetto hanno bocciato il centralismo, che le invece le ha impoverite. Nessuno sta notando questo. Per questo motivo ora l'importante è non inseguire le sorti del governo Renzi e aprire una prospettiva locale e regionale di conciliazione. A cosa serve dividerci ulteriormente? A chi giova calarsi nei panni di Don Chisciotte?
Ricompattiamo le fila: la classe dirigente locale trentina e altoatesina quasi tutta orientata al Sì, comprenda le ragioni profonde di quella del No della popolazione,e si riavvicini a queste forze intellettuali e critiche. Non era una kermesse politica e non è detto che chi ha detto sì al referendum fossero degli "autonomisti autentici": Anzi analizzando quel voto risultano ben altre realtà. Molti affermavano di votare sì anche "perché se perdiamo questa autonomia non ci riguarda". Lo dicevano sotto voce ma lo dicevano. C'è una parte di popolazione trentina scontenta che è anche ignara e autodistruttiva dei suoi diritti storici e percepisce l'autonomia come un affare delle classi dirigenti. Ne vogliamo prendere atto? E molti di questi hanno votato sì. Come ci sono leghisti che criticano da sempre l'autonomia ma che nella stessa identica situazione hanno votato no. Per cui i fronti trentini e altoatesini del Sì e del No non sono da identificare come fronti compatti politici, pro e contro l'autonomia. Assolutamente no, ma sono idee da analizzare in modo da poter comprendere come la nostra regione altoatesina debba ora ritrovare una nuova compattezza, con una nuova vicinanza tra Trento e Bolzano, Semplificando la classe politica più legata alle comunità locali che ai partiti romani, unendo i progetti economici e lo sviluppo, mettendo insieme le infrastrutture dei servizi comuni come energia, trasporti, comunicazioni, media, credito, turismo, e sulla scia della bocciatura del centralismo nazionale riaffermare a partire dalla forza della nostra autonomia altoatesina, un assetto federale per tutte le regioni.