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Il Blog di Marco Zulberti

Petrolio, tariffe e bonus. Benzina in Usa a 0,44 euro a l litro, in Italia si alzano le accise... Dal Blog di Marco Zulberti

 

Mondo Petrolio 2

L'inchiesta di Sergio Rizzo comparsa sulle pagine del Corriere sabato 23 gennaio sull'andamento del prezzo della benzina italiana, la più cara d'Europa, svela come rispetto al 2008 il prezzo del petrolio sia sceso del 19% se raffrontati con i valori d'otto anni fa, ma se si confrontano i prezzi medi del 2008 a 97 dollari, il ribasso è del 72% con un rialzo delle tasse del 46%. L'introito maggiorato calcolato è di 5,2 Mld di Euro: mentre da noi il gasolio si paga 1.247 euro in Germania e Austria costa 0,998 e 0.981. La benzina inoltre negli Stati si trova a 0,44 euro e in Arabia Saudita a 0,23 centesimi. Sono cifre impressionanti quelle messe in evidenza da Rizzo di mancato reddito per le famiglie e per le imprese italiane. Il governo deve spiegare alla popolazione il senso di questi rialzi immotivati delle tasse su un bene vitale soprattutto per quanti vivono nelle periferie montane, che di questo bene hanno necessità sia per i trasporti, che per il riscaldamento.
E' in grado il governo di spiegarci perché ha preferito alzare le tasse su questi beni essenziali che gravano sulle tasche e i bilanci d'ogni cittadino sia povero, che ricco, e nello stesso emanare i bonus che aggravano il debito pubblico? Il sospetto che le errate valutazioni fatte nel campo delle tariffe, siano esse nei trasporti, che nel campo energetico, che in quello dell'impatto dei bonus sui consumi generali, stiano per emergere con tutto il loro carico di problemi è molto forte.

Quando due anni fa sono stati emanati i bonus di 80 Euro e cambiate le tassazioni sugli investimenti, non si è valutato l'impatto che queste decisioni avrebbero avuto in negativo sul debito pubblico e sul freno agli investimenti dei capitali interni, e nello stesso tempo in negativo sugli stessi consumi, che rimangono al palo. Saremo anche alla repubblica dei "rottamatori", ma per ora si vedono metodi da primissima, come mostra questo rincaro sul prodotti petroliferi che sottraggono reddito all'intera popolazione. E' ben vero che in intere aree del paese questa è l'unica tassa, insieme a quella sui tabacchi che si riesce a ottenere all'istante dalla popolazione, al consumo di benzina non ci rinuncia nessuno, ma la parte attiva del paese non può sobbarcarsi anche quest'onere, pena il collasso collettivo. E in questo senso le più penalizzate sono proprio le regioni periferiche di montagna come la nostra regione.

Non sarebbe più utile rivedere tutta la politica sui bonus, e contemporaneamente agire al ribasso sulla leva al fisco delle tariffe dei servizi strategici, energia, trasporti, autostradali e ferroviari compresi, facendo spendere meno tutti? Invece che mettere figurativamente in tasca gli 80 euro del bonus, favorire il risparmio con tariffe più basse nei servizi e migliorano in questo lo stesso debito pubblico?
Ma adesso il problema è tutto nostro. Se almeno fossero usate per tagliare il debito. Se almeno fosse ripartita la ripresa. Le inchieste come quella di Rizzo sollevano alcuni quesiti: ma la classe politica non si accorge che è questa la leva di reddito che manca veramente alla gente e alle imprese? La classe politica e il governo non si accorgono che sono questi gli elementi che frenano la ripresa degli investimenti? Le domande sono tante e i silenzi, anche degli economisti, sconcertano.
La responsabilità è anche di noi analisi e della stessa classe giornalistica, che troppo spesso si limita a fare eco alle breaking news, spesso immotivate, alle intenzioni e ai proclami della classe politica,. ma che poi non si spinge fino in fondo nel mettere in evidenza i problemi profondi e oggettivi.

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