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Il Blog di Marco Zulberti

Le indecisioni di Janet Yellen. Dal Blog di Marco Zulberti

Janet Yellen

Le dichiarazioni intorno all'aumento dei tassi da parte del Presidente della Federal Reserve Janet Yellen durante tutto il 2014 hanno avuto l'effetto di formare una progressiva attesa, che nella seduta di ottobre ha collocato l'evento alla riunione di dicembre. Rallentata durante l'anno prima dalla crisi greca, poi da quella asiatica con la svalutazione cinese e infine dal crollo del mercato tedesco sulla scia dello scandalo Volkswagen, l'annuncio che verranno alzati a dicembre ha involontariamente prodotto sui mercati finanziari un nuovo scossone con l'inversione del cambio Euro Dollaro ridisceso in area 1.08 e il conseguente rialzo del mercato azionario tedesco, il cui indice Dax dopo essere crollato sulla scia della crisi di settembre è ritornato ai massimi delle ultime sedute. Una volatilità a cui anche il più esperto degli investitori stenta a spiegare se non con i moderni algoritmi con cui opera la speculazione sui mercati intervenendo in acquisti e vendite solo a determinati livelli di prezzo.
La debolezza di euro non solo ha affondato le quotazioni delle materie prime come oro e petrolio che stavano riprendendosi dopo mesi di debolezza, ma ha ridato fiato anche alle valute dei paesi emergenti come il rublo che dopo un anno di crisi comincia a superare stabilmente il cambio contro euro di 70 e scendere in area 67. Questo miglioramento delle valute dei paesi europei orientali produce un effetto benefico sui bilanci delle banche e delle loro controllate europee, che sono soprattutto tedesche e austriache.
Per cui dopo aver affossato il mercato tedesco con lo scandalo delle emissioni ora il Presidente della Federal Reserve con quest'annuncio che ha indebolito l'Euro ha ridato forza proprio all'economia tedesca che è il paese che vale il 70% delle esportazioni europee, e alle sue banche.
Nello stesso momento la speculazione ha ripreso a costruire posizioni favorevoli alla Germania e a vendere quella dei paesi più deboli come Grecia, Portogallo, Spagna e Italia, riproponendo lo schema che abbiamo vissuto tra il 2011 e il 2012. Il dollaro forte pertanto ritarda il rientro della crisi nei paesi più deboli. La teoria di un Euro debole.praticamente non fa bene a nessuno tranne che all'economia tedesca. Forse è tempo di prendere coscienza di questo schematismo e abbandonare l'idea di un secondo quantitative easing, che non ha senso a questi prezzi delle obbligazioni governative, considerando anche i rating molto bassi, e comprendere che la speculazione è molto più abile ed esperta delle stesse istituzioni delle banche centrali.
Ed è a questo nuovo modo di operare che il presidente della Fed Janet Yellen deve pensare quando parla dell'aumento dei tassi o quando il presidente della Banca Centrale Mario Draghi annuncia nuovi interventi con la speranza di riaccendere l'inflazione.
I movimenti sui mercati finanziari sono oggi molto più rapidi ed efficienti e preparati strategicamente prima delle loro stesse decisioni. Per questo va ripensato il modo con cui la speculazione accede e opera sui mercati e la stessa emissioni di strumenti derivati messa al servizio effettivo della copertura e non della speculazione. Le nazioni da anni cercano di uscire dalla crisi ma i capitali alla ricerca continua della rendita non si preoccupano del benessere dei popoli, bens' del loro rendimento a due cifre.
Se a dicembre non verranno alzati i tassi americani da parte della Federal Reserve dopo questo anno passato in attesa. tutto il sistema dovrebbe farsi una seria autocritica, guardando a chi dirige gli investimenti come a chi non tiene al bene dei popoli.