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Il Blog di Marco Zulberti

Cesare Battisti? I traditori dell'Autonomia sono altri. Dal blog di Marco Zulberti

La cattura di Cesare Battisti 

L'anniversario dei cento anni dalla fucilazione presso il muro del Castello del Buonconsiglio del nostro conterraneo Cesare Battisti, fondatore del giornale socialista "Il popolo", deputato prima presso il Parlamento di Vienna, poi presso la Dieta di Innsbruck, in rappresentanza della causa dell'indipendenza trentina dalle leggi imperiali viennesi, oggi si trova accusato, dalla classe amministrativa locale, di tradimento, perché avrebbe appoggiato la causa italiana contro la dominazione austriaca.
E' una posizione che va completamente rigettata, perché carente sia di conoscenza storica di quanto accaduto nella diocesi trentina dalla metà del 1500, quando cadde sotto il controllo del Tirolo, sia dello studio della situazione economica che dalla seconda guerra d'Indipendenza del 1866, separò il Trentino dal Veneto e dalla Lombardia, gettando l'economia trentina in una crisi da cui si è ripresa solo nel 1945, con il ripristino dell'Autonomia, cancellata proprio dal fascismo.
Ma chi e cosa avrebbe tradito lo squisito autore della Guida delle Giudicare del 1909, dove analisi storica ed economica, hanno lasciato un quadro indimenticabile d'amore per la propria terra? Chi avrebbe tradito Cesare Battisti rivendicando per i trentini quell'Autonomia storica risalente al principato vescovile che Vienna negava? Ma questi che accusano Battisti cosa conoscono delle motivazioni che stavano alla base dei suoi interventi alla Dieta di Innsbruck, e della manifestazione studentesca organizzata in favore dei Trentini presso l'Hofburg nel 1911?

Come si fa a creare questa immagine distorta di uno dei più importanti trentini del Novecento insieme a Alcide De Gasperi di cui era coetaneo e oppositore politico?
Sono tutte domande retoriche ma di cui le risposte sono estremamente chiare: prima di accusare ingiustamente Cesare Battisti, prima di distorcerne la figura, prima di cancellare il suo nome da piazze e strade, chiediamo a tutti, amministratori e giornalisti di leggere le sue opere e di studiare a fondo la storia della nostra regione. Chi ha letto il suo Saggio di geografia fisica e di antropogeografia del 1898? Chi conosce i suoi Discorsi al Parlamento austriaco pubblicati nel 1915?
Forse la classe politica non sa che oggi deformare la storia a fini politici vuol dire prendere in giro i popoli, deridere lo spirito della storia.
Gli amministratori locali che denigrano Battisti sanno che i primi a togliere l'autonomia imperiale furono i tirolesi, chiudendo nel 1550 la Zecca do Trento? Conoscono i politici locali che gridano come i farisei sul tradimento di Battisti mentre fu il Tirolo a imporre il tallero al posto della lira trentina, provocando una crisi economica che durò due secoli, fino alle rivolte contro il Dazio di Tempesta del 1776. Conoscono chi grida contro Battisti, che le guardie fiscali furono imposte nelle valli per la prima volta dagli Austriaci, impoverendo le vallate più sperdute e costringendole all'emigrazione?

Ebbene temo che nessuno oggi tradisca il Trentino, quanto questi politici che accusano Cesare Battisti, dimostrando di non conoscere nulla della storia economica trentina, che non sanno che il Consiglio Provinciale nasce come Consiglio Provinciale dell'Agricoltura per combattere la povertà della montagna. Che non conoscono il clima liberale che aleggiava nelle valli, il desiderio di uscire dalla morsa "kafkiana" della burocrazia asburgica. Chi non ha letto Kafka, amico di Taulero Zulberti, giornalista trentino autore di romanzi su Trento di inizio secolo, non può capire l'asfissia autoritaria descritta nel Castello o nel Processo, contro cui si batteva anche Cesare Battisti. E allora di fronte a tanta ipocrisia e falsificazione della storia credo che gli intellettuali e le persone di cultura debbano oggi fare quadrato contro questa mancanza di conoscenza delle ragioni degli irredentisti trentini e dello Zeitgeist, della Weltanschauung che ammantava quel periodo anche le Valli. Ci furono trentini che il 24 maggio misero sul proprio letto la Bandiera Italiana. Ma non erano traditori. Volevano un'Autonomia che l'Impero aveva cancellato. E di questo scrivo da una posizione di stima sia della cultura trentina che di quell'austriaca mentre molti mostrano di non conoscere né l'una, né l'altra. Ricordiamo pertanto in quest'anniversario difficile con la serietà civile che contraddistingue la nostra terra la figura di Cesare Battisti.