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Il Blog di Marco Zulberti

Trento diventerà una Smart City? Dal Blog di Marco Zulberti

Evgeny Morozov festival economia trento

Uno degli interventi che hanno caratterizzato l'ultima edizione del Festival dell'Economia di Trento, è stato quello del sociologo Evegeny Morozov, professore presso la Stanford University di San Franscisco e autore di libri come L'ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di Internet (2011), Internet non salverà il mondo (2014) e Silicon Valley: i signori del silicio (2016) che ha parlato del progetto "Smart City", presentato da Cisco e IBM.
Secondo questi studi lo sviluppo e la diffusione della tecnologia è destinata a trasformare le città in modo così profondo da farle diventare delle smart cities, delle città tecnologiche, in cui la vita degli individui, soprattutto quelli che appartengono alle classi più istruite e attive, sarà completamente organizzata e sincronizzata dai Big Data.
Se nel rinascimento la città ideale teorizzata da Leon Battista Alberti aveva un fine umanistico di una vita immersa nella bellezza architettonica, nella prospettiva e nella bellezza, per la formazione culturale, oggi la tecnologia sta immaginando città intelligenti, "smart cities", in cui l'economia scaturisce da una gestione intelligente delle risorse, in una prospettiva in cui prevalgono criteri d'efficienza.
Attraverso sensori, telecamere, l'utilizzo di Internet e del nostro smartphone, si riesce a comprendere i problemi di mobilità identificando i percorsi più frequentati non solo dalle auto, ma anche dalle biciclette e dei pedoni, a comprendere l'emergere o il regredire di problemi sanitari, deii problemi alimentari, fino a identificare potenziali nuovi prodotti come ad esempio il recentissimo progetto della macchina che si guida da sola ai cui stanno lavorando Fiat Chrysler e Google.
Oggi la Silicon Valley si sta innestando nel capitalismo moderno in modo molto simile a quanto avveniva nel passato durante le crisi finanziaria quando lo stato sociale, l'assistenza, o il modello keynesiano, aiutavano il capitalismo a sopravvivere garantendo alle masse dei diseredati la possibilità di continuare a lavorare nelle imprese, nonostante non fossero propriamente i suoi alleati naturali.
Oggi la tecnologia appare come un welfare mascherato che sta aiutando il capitalismo a sopravvivere utilizzando i dati che tutti noi produciamo utilizzando la tecnologia. Uber offre lavoro ai disoccupati. RB&B permette di sfruttare le nostre case per integrare il nostro reddito. Per questa capacità storica di trovare alleati tra le sue stesse vittime, il capitalismo è uscito da ogni crisi sempre più forte. Nel pieno della nuova crisi la tecnologia e internet, utilizzati dalla massa sembrano sorreggere il capitalismo moderno, anche attraverso progetti come le "città della felicità" dove si conoscerà in tempo reale ogni evento, ogni individuo.
Quanti turisti ci sono in un parco, quanti bidoni della spazzatura sono pieni, se piove i sensori allungano le soste delle macchine ai semafori per favorire i ciclisti che invece prendono la pioggia sulle spalle. Queste sono le città intelligenti, dove la tecnologia facilita il risparmio. Ma anche controllano le persone che si stanno radunando in una piazza per avviare una protesta.
La tecnologia sta sorreggendo il capitalismo moderno che attraverso l'utilizzo dei Big Data che diventerà sempre più invasiva della vita degli individui al punto che società come Uber co gli spostamenti, Airbnb con le prenotazioni o Google per le ricerche, possono fornire di dati sensibili non solo le istituzioni commerciali, ma anche quelle governative, sanitarie e assicurative.
Ricordiamo che la massa utilizza Internet gratis. Ma nessuno si chiede chi paga? I dati che si producono utilizzando Internet hanno un valore superiore per le imprese di pubblicità e commerciali, che in base ai dati possono decidere cosa offrire, oppure se crescere o calare i premi delle assicurazioni sanitarie. Se compriamo cibo che contrasta con la nostra salute corporea l'assicuratore potrà chiedere un prezzo più alto. Estraendo più dati possibili, nel minor tempo possibile, attraverso lo sviluppo di strumenti avanzati d'intelligenza artificiale, le società di pubblicità potranno progettare prodotti e far pagare anche l'utilizzo di una panchina del parco.
Di fronte a un progetto così invasivo della vita individuale che imporrà un cambiamento delle stesse organizzazioni vitali, controllando gli individui, sfruttando i dati del settore finanziario, energetico farmaceutico, agro-alimentare.
Non saranno il libero mercato, ormai andato in crisi, o il capitalismo liberista, come ci hanno raccontato, a far ripartire l'economia, ma questi strumenti tecnologici permetteranno il controllo delle masse, dei cittadini, perché questo sarà un modo per comprendere i loro comportamenti e i loro gusti, controllando i consumi di energia o degli alimenti, fino a determinare le loro spese e il loro indebitamento. Nella Smart City si potranno controllare i cittadini, si potranno capire le logiche dei comportamenti e quindi progettarne i consumi. Questa sarà la "città felice" del futuro dove i desideri saranno a portata di mano, solo che non ci accorgiamo che sono desideri che sono stati letti dai nostri comportamenti. Se questa è la Smart City dove si sta conducendo l'alleanza tra tecnologia e capitalismo, se questa è la città ideale della tecnologica a cui ci conducono la ricerca e lo sviluppo, forse qualche domanda sul ritorno alla vita selvaggia sulla cima degli alpeggi nelle nostre valli più remote, sorgerà nella nostra mente.